4 Settembre 2009

“Più di 25 per classe? Sicurezza a rischio”

Troppi impianti inadeguati negli istituti dell’isola, problemi soprattutto nelle città LA SCUOLA SARDA Denuncia del Codacons regionale a tutte le Procure «Non viene garantita l’incolumità di studenti e prof» 

 

SASSARI. «Conseguenze imprevedibili». Nelle scuole nessuno si sbilancia.  Ma le denunce del Codacons alle Procure sarde equivalgono all’annuncio di un terremoto. L’associazione regionale dei consumatori invita a verificare se esistano le condizioni per l’incolumità di tutti. E domanda: più di 25 alunni per classe sono compatibili con lacune ricorrenti che vanno dalle cadute di calcinacci ai cedimenti di volte? Interrogativo non peregrino, visto che i deficit strutturali sono così preoccupanti da far finire l’isola in coda alla graduatoria italiana per queste manchevolezze. I sistemi antincendio, per esempio, secondo Cittadinanzattiva non sono regolari in 68 casi su 100. Con un quadro grave nelle aree urbane, dove si temono sovraffollamenti. Da qui la forza dirompente della denuncia. E dei suoi effetti.  Alla magistratura penale il Codacons sardo chiede di prendere in considerazione le riforme del ministro Gelmini alla luce della possibile «interruzione e turbativa di un pubblico servizio». Oltre che «dell’eventuale violazione delle norme sulla sicurezza». Temi su cui nel Paese si viaggia a corrente alternata. Grande allarme se si verificano tragedie come quella del diciassettenne morto a Rivoli in novembre per il crollo del tetto di un’aula. Indifferenza quando non succede niente, sebbene il 75% degli istituti necessitino di manutenzioni urgenti. Ma nell’isola sono tantissime le sedi non a in regola. E in altre mancano collaudi e certificazioni. Oppure i lavori sono cominciati, ma non si sono mai conclusi. Qualche cifra per tutte. Quasi nessun edificio ha messo a norma la documentazione di agibilità statistica e quella igienico-sanitaria. La rete elettrica va adeguata alla legislazione europea nel 90% dei casi, così come le porte antipanico. E le scale d’emergenza? Esistono in 35 fabbricati su 100. Nonostante queste premesse, l’Ufficio scolastico regionale ha ripetuto di recente che in Sardegna non c’è una situazione allarmante. E la Regione ricordato di aver stanziato per gli interventi quasi 50 milioni nel triennio 2007-2009. Ma sono poi le Province (per le medie e le superiori) e i Comuni (per le materne e le elementari) a gestire in concreto le manutenzioni. E non sempre alle dichiarazioni d’intenti seguono i fatti. Di più. In Sardegna manca l’anagrafe dell’edilizia scolastica. Dal 2000 l’assessorato alla Pubblica istruzione ha erogato per questo solo àmbito fondi che nel 2013 dovrebbero raggiungere i 442 milioni (57 per potenziare le strutture). Fino al 2006 agli istituti "seguiti" dai Comuni sono andati 163 milioni, alle Superiori 95. Ma l’assenza della possibilità di una stima precisa sul complesso dei provvedimenti contribuisce a creare incertezze e impedisce un bilancio corretto per le contromisure finali.  «è dal 1971 che è previsto un limite massimo d’iscritti per classe – spiega così il Codacons della Sardegna – Prevedere adesso che in un’unica aula vengano stipati 30 o 40 alunni è una follia che fa correre inutili rischi a studenti e insegnanti». Anche da qui l’invito ai familiari dei ragazzi e ai docenti precari perché si costituiscano parte civile nei procedimenti penali che le Procure riterranno di avviare.
 

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