Più dettagli ai consumatori
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Codacons e «Casa del Consumatore» si costituiranno parte civile
Barletta Preoccupazione, rabbia e paura da parte dei consumatori per la vicenda del grano contaminato. Sono in molti a chiedersi quali saranno gli effetti di «questa grande partita di grano» sulla salute. Magari non nell`immediato ma sopratutto nel futuro. Gli interrogativi, però, non sono circoscritti solo alla pasta vi sono anche dubbi su altri alimenti. «È inconcepibile quello che è accaduto non si possono commettere delle simili azioni – afferma la signora Maria -. Se penso che i miei nipotini mangiano regolarmente la pasta mi vengono i brividi. Con episodi del genere non dobbiamo meravigliarci quando sentiamo notizie di cancro o tumore. Mi auguro che la magistratura vada fino in fondo appurando la verità e punendo i colpevoli». Anche le associazioni dei consumatori prendono posizione in maniera chiara e netta. «Il Codacons dichiara che è sua volontà costituirsi parte civile nel processo penale che verrà instaurato nei confronti di tutti i responsabili – dichiara il responsabile di Barletta, Francesco Logoluso – Nel contempo, ritiene che la magistratura debba portare a conoscenza i consumatori di quali sono stati i canali di diffusione e commercializzazione della pasta contaminata. Infatti, la individuazione delle società indagate consente solo parzialmente di comprendere su quali tavole è finita la pasta dal grano cancerogeno. È, pertanto, necessario una maggiore opera di informazione del consumatore, in particolare del consumatore pugliese, che si sente ancora una volta vittima inconsapevole dei malaffari di imprenditori senza scrupoli. Invito i consumatori ad adottare cautele nell`acquisto della pasta di grano, senza per questo giungere però a comportamenti parossistici, che possano indurre a fobie collettive». «La cosa peggiore è che viene detto da fonti ministeriali che non esiste alcun problema nonostante il grano sia stato distribuito – dichiara Francesco Diciollo, presidente regionale della “La casa del consumatore“ -. È assurdo che non si rendano noti i nomi dei pastifici che hanno utilizzato il grano contaminato come anche per chi producono. No all`allarmismo ma dire che la quantità di grano contaminato sia stata in un certo qual modo annullata da quello buono mi sembra poco chiara come informazione per i cittadini. È nostra intenzione chiedere un incontro urgente al Ministero della Agricoltura per capire meglio quello che accade. Inoltre stiamo lavorando per effettuare una richiesta comune di chiarimento da parte di tutte le associazioni dei consumatori e pensiamo di costituirci parte civile per l`eventuale giudizio».
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