6 Dicembre 2006

“Più controlli e addestramento degli autisti da parte delle aziende“

L`intervista mauro antonelli presidente del Codacons
“Più controlli e addestramento degli autisti da parte delle aziende“

Cadorago Morta per una telefonata. L`autista del bus che ha investito Elena Taborelli stava parlando con il cellulare all`orecchio. Gli autisti dei bus non possono mai stare al telefono, nemmeno con l`auricolare o con il vivavoce. Lo spiega Mauro Antonelli, presidente del Codacons, una delle associazione di consumatori che difendono i diritti dei cittadini. Si viaggia sicuri sugli autobus, gli autisti garantiscono sicurezza a chi è in strada? C`è chi va troppo veloce. Non tutti gli autisti sono da criminalizzare, ma la verità è che nessuno li controlla. Che tipo di controlli bisognerebbe fare? Il codice stradale non può contemplare tutte le regole. Stabilisce che un autista non può mettersi ubriaco al volante o parlare al telefonino. Non può prescrivere tutto, ma il problema vero è che serve qualcuno che controlli l`operato dei conducenti. E invece non c`è nessuno che controlla. Diciamo che non c`è una figura che intervenga perché non succeda. Una volta presa la patente, non ci sono corsi di aggiornamento e quindi se c`è un autista che non guida bene o che non segue le regole o che si mette ubriaco al volante, non esiste un sistema interno alle aziende per scoprirlo. Inoltre, nelle città, spesso mancano anche le condizioni minime di sicurezza sulle strade. Per esempio, spesso non ci sono le piazzole di sosta e neanche la pensilina. In più la gente scende in fretta, magari deve prendere un altro mezzo e attraversa anche non sulle strisce. Ma la donna investita a Milano era sulle strisce. E qui bisognerebbe vedere quanto l`autista era preparato a reagire di fronte a un imprevisto. Comunque il cellulare non è permesso neppure con l`auricolare, come la radio perché è una distrazione e l`autista deve pensare a un sacco di cose. E la gente vede tanti autisti con il telefonino? Più che altro devo dire che si lamenta per i tassisti, con gli autisti no. Il problema grosso sono gli attraversamenti. Spesso le strisce pedonali non sono vicino alle fermate e non ci sono i semafori a chiamata e se ci sono durano pochissimo. Per gli anziani o per le mamme con la carrozzina, attraversare diventa un`impresa. Chi sale sugli autobus allora cosa fa? Impara a convivere con l`autista che va troppo veloce, con quello che si ferma in mezzo alla strada, con quello che non risponde alla richiesta di informazioni neppure quando è fermo alla piazzola. E poi si lamenta? Di solito, quando ci sono i giorni di sciopero, saltano le corse e la gente resta a piedi. Allora quando chiama noi dell`associazione, si scopre che i problemi non sono solo nei giorni dell`emergenza, ma anche in tutti gli altri. Ci arrivano segnalazioni di autisti che vanno troppo veloce e lamentele per quelli che frenano in maniera troppo brusca. Un problema molto sentito, questo, perché sui bus non c`è posto e gli utenti stanno spesso in piedi. Una frenata brusca è un dramma, specie per i passeggeri di una certa età. Una frenata brusca, inoltre, è sintomo di condotte potenzialmente a rischio anche per chi sta fuori, a cominciare proprio dai pedoni. Cos`altro contestano gli utenti? La maleducazione di molti autisti. È vero che c`è la regola di non parlare al conducente, ma almeno quando il conducente è fermo potrebbe rispondere. Invece molti non lo fanno e gli utenti che hanno bisogno di informazioni ci restano male. I bus sono un pericolo anche per gli automobilisti? Spesso succede che gli autisti, per non perdere tempo alla fermata e il posto in coda, non accostano ma si fermano in mezzo alla strada. E chi arriva dietro fa fatica a superare. Per non parlare di chi deve attraversare.

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