17 Settembre 2004

Più che lo sciopero potè la pioggia!

Più che lo sciopero potè il maltempo
Ma molti si dichiarano “disinformati“ sulle motivazioni della agitazione proposta


Più che lo sciopero potè la pioggia!



Poca gente ieri al mercato settimanale del giovedì, ma solo per colpa del maltempo. Meno del solito anche la gente che ha girato per negozi e supermarket.Pochissimi, comunque, i bassanesi che hanno ammesso di sapere dello sciopero della spesa e dell`auto, proclamato per l`intera giornata da Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). Obiettivo dichiarato della protesta, la quarta del genere in poco più di due anni, era quello di “costringere i commercianti ad abbassare i prezzi, il Governo ad intervenire con misure antinflattive e, infine, dare un segnale alle compagnie petrolifere che proseguono imperterrite a speculare sul prezzo del carburante“.

Sul tavolo del confronto il continuo aumento del caro-vita: nonostante un`inflazione definita dall`Istat “sotto controllo“ (+2.3\% il dato di agosto), in realtà, lamentano i consumatori, i portafogli delle famiglie italiane hanno dovuto subire rincari del 6.2\% dal luglio 2003 al luglio 2004, con aumenti del 15.8\% dei servizi bancari, del 10.5\% dei trasporti e del 10.4\% sui servizi sanitari e le spese per la salute. Ma l`appello congiunto delle associazioni dei consumatori ai cittadini “a partecipare compatti alla giornata di astensione degli acquisti e dei consumi“ sembra non aver raccolto grandi adesioni in città, se è vero che bar, negozi e supermercati non hanno registrato cali vistosi negli incassi. Causa prima di questo flop bassanese dello sciopero, la scarsa informazione sull`iniziativa.

Nessuno dei consumatori da noi interpellati, infatti, ha ammesso di conoscere l`esistenza dell`iniziativa. È il caso di Lucia Nascinguerra che tornata proprio ieri dalle ferie non aveva avuto notizie sull`astensione. “Mi spiace non averlo saputo prima – commenta – altrimenti non sarei venuta in piazza a fare spese. Ho la dispensa da riempire ma avrei potuto tranquillamente farlo domani, dopo tutto per un giorno non si muore mica no?“.Della stessa opinione è anche Marisa De Nardi che pur approvando l`iniziativa ammette però di non poterla appoggiare concretamente: “se ne avessi sentito parlare mi sarei organizzata diversamente e avrei fatto già ieri i miei acquisti, ma ora ho dei figli cui far da mangiare e se non compero qualcosa come faccio?“.

Assicura di aver acquistato solo il pane, invece, Giuseppe Rossetti, pensionato. “Concordo appieno con lo sciopero – dichiara – dobbiamo pur far sentire in qualche modo la nostra protesta. E` aumentato tutto a dismisura: come si fa con una pensione a pagare 400 euro di affitto al mese? Per non dire delle bollette: acqua, luce, gas. Anzi visto che oggi c`è questa protesta, non è che posso fare a meno di pagarle per questo mese?“. Battute a parte, che sia giunto il momento per i consumatori di far sentire la propria voce, ne è certa anche Franca Fiorese. “Bisognerebbe usare canali diversi per far conoscere queste iniziative alla gente – suggerisce – perchè sono certa che una protesta di tal genere se fatta da tutti congiuntamente in tutt`Italia potrebbe portare anche degli effetti concreti. Anzi dovrebbero aderire gli stessi commercianti, e per una volta tenere abbassate le serrande“. Un`azione che non avrà mai risultato, invece, secondo l`opinione di Vally Rossi: “non si riuscirà mai a realizzare uno sciopero totale“, commenta “ma è dall`alto che si devono prendere provedimenti; non cambierà mai nulla se il Governo continuerà ad aumentare tasse e bollette e a presentarci il conto a cose fatte. La popolazione, purtroppo, non ha voce in capitolo, dobbiamo solo sperare che i potenti si mettano una mano sulla coscienza“. E assolutamente contrario all`iniziativa di Intesaconsumatori si dichiara anche Diego Campagnaro, ambulante del settore ortofrutticolo. “Che i soldi siano finiti o siano sempre meno questo è certo – afferma – ma non possiamo neppure sperare che i consumatori aderiscano allo sciopero: la frutta matura e non aspetta sicuramente la protesta dei cittadini“. Favorevole invece all`astensione la Coldiretti che si dice solidale con la protesta per il caro prezzi e rimarca l`azione virtuosa dell`agricoltura per arginare l`inflazione.

“Se i cittadini lamentano a ragione un aumento del costo della vita – osserva il presidente Diego Meggiolaro – questo non parte dai campi. Ed anzi è riconosciuto che i prezzi agricoli hanno contribuito a rallentare l`inflazione. Ma il paradosso sta nel fatto che in certi casi i consumatori finali non traggono alcun beneficio dal calo dei prezzi all`origine“.

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