Più cari anche i costi dei servizi bancari
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – E? vero che nel 2005 una parte degli italiani pagherà un po? meno tasse (gli sgravi davvero consistenti riguardano un?esigua quota della popolazione), ma tutti dovranno fare i conti con una stangata tariffaria, che in molti casi rischia di annullare i benefici del taglio fiscale. Inoltre, se l?Ire (ex Irpef) calerà, l?Ici è destinata ad aumentare, tanto che i proprietari di case dovranno rassegnarsi a pagare in media tra 50 e 50 euro in più l?anno.
A suonare l?allarme sulle prossime bollette a carico delle famiglie è l?Intesaconsumatori, che raccoglie quattro organizzazioni di difensori degli utenti. La raffica di rincari partirà il 1° gennaio e proseguirà per l?intero anno. Si prevedono 15 euro in più sull?elettricità e 20 sul gas, ma la somma totale che bisognerà sborsare sarà ben più alta: oltre 270 euro.
La mazzata che farà davvero male è quella dell?imposta comunale sugli immobili, però nella classifica della sgradevolezza si piazzano al secondo posto i telefoni. Se dovessero passare le nuove tariffe chieste da Telecom, e già duramente contestate dai consumatori, scatterà un rincaro pro-capite annuo di 37 euro. Le associazioni hanno spiegato che la società telefonica propone un?agevolazione per le chiamate locali di lunga durata, di cui usufruirebbe soprattutto chi si aggancia a Internet. Tuttavia la stessa Telecom da tempo spinge per estendere la sua connessione a banda larga, che si paga con contratto a parte e sempre più spesso tramite l?opzione ?flat?, cioè con un fisso mensile. Quindi l?utenza che teoricamente verrebbe favorita dalla nuova struttura tariffaria si sta assottigliando, mentre – sempre secondo le quattro associazioni – sarebbero danneggiati i tanti che fanno telefonate brevi, perché è in preventivo un rincaro dello scatto alla risposta.
Comunque, sulla questione dovrà pronunciarsi l?Authority delle telecomunicazioni, chiamata a stabilire se la manovra rispetta la condizione dettata dalla legge, ossia che la bolletta media resti invariata.
L?elenco dei rincari prosegue con 32 euro per i bolli, compresi quelli sui conti correnti bancari, e altri 25 per le spese di gestione richieste dagli istituti di credito. Particolarmente pericoloso il capitolo carburanti. Per il gasolio auto c?è da aspettarsi 1 euro in più ad ogni pieno, a causa delle norme europee che impongono di vendere soltanto composti a basso tenore di zolfo. Quindi, chi possiede una quattroruote diesel subirebbe un danno calcolabile in 28 euro su base annua. Ma i sacrifici effettivi saranno ancora più pesanti, poiché – rilevano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – «la convergenza degli aumenti di gasolio e autostrade provocherà una ricaduta nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo e, quindi, sul tasso di inflazione dello 0,1%, pari a un ulteriore esborso di 27 euro l?anno». Fatta la somma, si arriva ai 272 euro di media, che in qualche caso potrebbero salire, e non di poco.
Secondo i consumatori, le cifre dimostrano che il governo fa una politica economica sbagliata, che nuoce alle famiglie, «già impoverite da tre anni di incredibili aumenti di prezzi e tariffe». L?esecutivo «promette di dare con una mano e toglie con l?altra», visto che la Finanziaria restituisce 5,7 miliardi di sgravi fiscali, ma se ne prende 10,2 con le bollette più salate e con l?ondata di altri aumenti a largo raggio: dai bolli (anche auto) alle concessioni, dall?Ici alla Tarsu, per finire con l?Irpef e l?Irap che le regioni saranno costrette a ritoccare per non mandare definitivamente a picco i bilanci della sanità.
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