20 Gennaio 2005

Più cara la bolletta dell?acqua

Salasso per i clienti di Acm: con l?effetto retroattivo 15 ? anche per il 2004.
Federconsumatori: «Un?esagerazione»
Più cara la bolletta dell?acqua





MIRANO. Acqua che scotta. Aumenta in media di circa il 16% il costo dell?acqua nei 17 comuni di Riviera del Brenta e Miranese serviti da Acm (Azienda consorzio mirese). Le nuove tariffe relative all?acqua e alla fognatura, scattate con l?inizio dell?anno ma con effetto retroattivo a partire da gennaio 2004, verranno notificate nella prima bolletta che arriverà a casa delle famiglie. Per un utente medio, quello che consuma tra i 150 e i 180 metri cubi d?acqua in un anno) ci sarà un aumento – informa Acm – di 1,25 euro al mese. Che in un anno fanno 15 euro.
L?aumento delle tariffe è stato coordinato a livello provinciale dall?Aato «Laguna di Venezia» con l?obiettivo di arrivare nei prossimi anni ad una omogeneizzazione tra tutte le aziende che operano nel veneziano (Acm, Spim, Asp, Vesta) ed è il risultato, fa sapere l?azienda, dell?applicazione della legge di riordino delle utilities. «L?aumento ci sarà – conferma il direttore generale di Acm, Giuseppe Favaretto – ma abbiamo cercato di ridurre al minimo l?incidenza sulle tasche dei cittadini. Con i proventi si faranno nuovi investimenti su impianti e reti. Non dimentichiamo che l?Italia è il paese europeo dove l?acqua costa meno». Ecco le nuove tariffe per il consumo d?acqua a uso domestico: 0,22 euro/mc per un consumo mensile medio da 0 a 5 mc; 0,28 euro/mc da 6 a 10 mc; 0,33 euro/mc da 11 a 15 mc; 0,43 euro oltre i 16 mc. Le associazioni di consumatori contestano questi aumenti. Per Carmine Quaglia (Federcosumatori) «è giusto educare la gente al risparmio d?acqua ma aumenti come questi sono fuori norma, eccessivi». Franco Conte (Codacons) punta il dito contro la trasformazione delle municipalizzate in società per azioni. «Aver disegnato addosso alle municipalizzate un abito di spa regolate da norme delle società che operano sul mercato ha di fatto sottratto il controllo dei sindaci e dei consigli comunali – sostiene Conte – senza che ci siano stati vantaggi per la gente. Questa privatizzazione formale non ha per ora raggiunto alcun obiettivo. I soldi incassati verranno reinvestiti su impianti e reti? Un pretesto. In un settore come quello dell?acqua che ha materia prima a costo zero e strutture ?secolari? il rinnovamento si deve programmare nell?ambito dei margini del fatturato, non può essere legato all?aumento delle tariffe».

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