1 Novembre 2014

Più assunzioni ma disoccupati record

Più assunzioni ma disoccupati record

di Vindice Lecis ROMA Aumentano gli occupati a settembre. Ma non ci sono mai stati così tanti disoccupati dal 2004: 3 milioni 236 mila, con un tasso che risale al 12,6%. Dunque, una buona notizia e un’ altra pessima sullo stato del Paese secondo i dati Istat che, tra l’ altro, prevede un rallentamento dell’ economia italiana anche a fine 2014. Il premier Renzi comunque esulta: «Aumentano i posti, così l’ Italia riparte». Ma la Cgil con Susanna Camusso frena: «Dire che siamo alla ripresa è eccessivo». Nel mese di settembre il numero degli occupati è aumentato dello 0,4% su agosto (+82mila) e dello 0,6% su base annua (+130 mila posti). L’ altra faccia della medaglia di un Paese in recessione come il nostro è quella dei disoccupati che a settembre hanno toccato la cifra di 3 milioni 236 mila, in aumento dell’ 1,5% rispetto ad agosto (+48mila) e dell’ 1,8% su base annua (+58 mila). Si tratta del dato più alto dal 2004 mentre il tasso di disoccupazione al 12,6% si mantiene sui livelli record già raggiunti più volte nel corso di quest’ anno. Pesante è anche il tasso di disoccupazione dei giovani a settembre, al 42,9%, pur in calo di 0,8 punti rispetto ad agosto ma in aumento di 1,9 punti rispetto al settembre dello scorso anno. L’ Istat calcola che nella fascia d’ età tra i 15 e i 24 anni i senza lavoro sono 698 mila, vale a dire l’ 11,7% del totale della popolazione in questa fascia d’ età. Il dato della crescita contemporanea di posti e di disoccupati è spiegata dall’ Istat a causa dell’ aumento della partecipazione al mercato del lavoro e al calo delle persone attive. A settembre gli occupati erano 22 milioni 457 mila con un tasso del 55,9%. Il numero degli individui attivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,9% su agosto e del 2,1% rispetto al settembre 2013. Il governo è soddisfatto. Oltre a Renzi anche il ministro Poletti afferma che il dato dell’ Istat «fa ben sperare» perché sono «aumentate significativamente le persone che hanno cominciato a cercare un lavoro» e si tratta di «un segno di speranza». È «positivo» un aumento dell’ occupazione, commenta Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil. «Ciò non toglie – aggiunge – che restano immutate le forti preoccupazioni per l’ ancora troppo elevato tasso di disoccupazione». Anche la Cgil considera i dati sugli occupati «un segnale positivo» ma sottolinea che va letto insieme ai dati sulla disoccupazione che pure è in aumento. Per Serena Sorrentino, segretaria confederale, l’ aumento occupazionale «è quasi esclusivamente di lavoro precario»: la sindacalista spiega infatti che prendendo come riferimento i dati sulle comunicazioni obbligatorie «vediamo che più di 400mila attivazioni che si sono registrate nell’ ultimo trimestre sono durate solo un giorno e che oltre 900mila contratti sono durati meno di un mese». Serve «una strategia d’ urto più consistente» sul lavoro, commenta la leader della Cgil, Susanna Camusso. Infine il Codacons ricorda che dal 2007 – anno precedente l’ esplosione della crisi – il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato, passando dal 6,1% al 12,6% mentre le persone senza lavoro sono aumentate di oltre 1,7 milioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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