11 Settembre 2014

PHISHING: CONDANNA PER POSTE

PHISHING: CONDANNA PER POSTE

di MARIA CRISTINA RIZZO* Dopo anni di battaglie da parte del Codacons, finalmente la giurisprudenza di merito sta affermando un principio importante e cioè che Poste Italiane, al pari di qualsiasi altro operatore bancario, nei rapporti contrattuali con i propri clienti, risponde secondo le regole del mandato; ne consegue che la diligenza cui è tenuta va valutata con maggiore rigore. Nello specifico, in riferimento all’ utilizzo di servizi e strumenti di pagamento (meccanici o elettronici) è fondamentale, ai fini della configurazione di relative responsabilità, la verifica dell’ adozione da parte dell’ istituto delle misure idonee a garantire la sicurezza del servizio. Tale principio, è stato affermato dal Tribunale di Firenze il quale ha dovuto decidere su un diffusissimo caso di phishing ovvero di un cliente di Poste italiane il quale sul proprio conto corrente on line ha trovato un ammanco di ben 5.800,00 euro. Il phishing, ormai è risaputo, è un tipo di frode ideata allo scopo di rubare l’ identità di un utente, attraverso informazioni personali quali numero carta di credito, password o qualsivoglia credenziale per poter accedere a conti on line. Tali informazioni vengono richieste attraverso delle mail esca apparentemente provenienti da Poste Italiane che inducono molto spesso i destinatari a fornire tali informazioni. I Tribunali a cui il Codacons nel corso degli ultimi anni si era rivolto avevano emanato delle decisioni contrastanti, talora dando perfino ragione a Poste Italiane.Il principio da noi sostenuto, accolto invece dal Tribunale di Firenze, è che Poste Italiane è responsabile della sicurezza per i depositi effettuati dai propri clienti. La decisione di tale Tribunale che ha condannato Poste Italiane a restituire al consumatore la somma illecitamente prelevata da altri, si è basata anche su una importante direttiva europea ovvero la numero 1997/64/CE secondo cui è ragionevole far gravare i rischi statisticamente prevedibili legati ad attività oggettivamente “pericolose” (qual è quella della tutela del risparmio), che interessano una moltitudine di consumatori, sull’ impresa, in quanto quest’ ultima, attraverso la determinazione dei prezzi di vendita dei beni o di erogazione dei servizi, è in grado di riversare sull’ utenza il costo di assicurazione dei rischi medesimi. Poste Italiane, inoltre, in tale giudizio, non ha mai dato prova di avere un adeguato sistema di sicurezza nei propri sistemi informatici, i quali, infatti, grazie anche alle richieste di rimborso pervenute, sono stati implementati da alcuni mesi. Tale decisione aprirà, dunque, la strada, ad un nuovo rapporto tra Poste Italiane-consumatori, i quali appunto se decideranno di affidare i propri risparmi a tale istituto, potranno avere la garanzia che dovranno essere utilizzate le più moderne misure di sicurezza per tutelare le somme loro affidate . Per chiunque, invece, abbia subito un ammanco illecito la strada sarà solamente quella del ricorso alla giustizia italiana. * Ufficio Legale Regionale Codacons Campania.

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