11 Dicembre 2018

Petroni condannato a 4 anni

truffa milionaria, il giudice: «dovrà risarcire tutti»
di ALESSANDRA CODELUPPI – CASTELNOVO MONTI – NON era in aula, Sergio Petroni. Il 49enne, ex subagente di Ina Assitalia, ora Generali, ha preferito attendere altrove la condanna che, alla luce della sua confessione, sulle polizze a lui affidate e volatilizzate per un totale di dieci milioni, appariva inevitabile: quattro anni, con il rito abbreviato, per truffa aggravata, appropriazione indebita ed esercizio di intermediazione assicurativa senza essere iscritto all’ albo. Dovrà anche risarcire tutti i truffati costituiti parti civili e pagare le spese legali. È quanto ha deciso il giudice Antonella Garcea, che ha letto ieri mattina la sentenza alle 12, dopo essersi ritirata per un’ ora. DISPOSTO anche il sequestro conservativo di 219mila euro sul conto della ditta individuale a lui intestata, e la confisca di quanto già sottoposto ai sigilli. Per le parti civili, ha rimandato la quantificazione dei danni a un processo a parte. Per Petroni, a cui si contestavano 230 episodi di truffa e una ventina per appropriazione indebita, per fatti avvenuti tra il 2009 e il 2015, il pm Giulia Stignani ha chiesto ieri sei anni di reclusione, una multa di 2.064 euro e il sequestro conservativo del denaro: «Oltre a essere reo confesso – ha detto – i fatti appaiono documentati ed evidenti». Per la difesa, rappresentata dall’ avvocato Maria Silvia Grisanti, «lui ha confessato perché aveva un peso sulla coscienza di cui voleva liberarsi. Ma è meglio definirlo collaboratore di giustizia perché ha fornito documenti e ricostruito i fatti». Ha dunque chiesto la prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti (gli veniva contestata la grande entità del patrimonio sparito), di contenere nel minimo gli aumenti di pena legati alla continuazione dei reati e, comunque, di ridurre il più possibile la condanna «per permettere il suo effettivo recupero sociale: dopo aver ricevuto minacce si è trovato senza soldi, la sua famiglia si è sgretolata e ora sta cercando di rifarsi una vita». A latere il legale afferma che il suo assistito «è stato sentito anche per altri filoni di indagine non legati a questo, permettendo, come suppongo, l’ apertura di nuove inchieste». L’ avvocato Maurizio Merlini delle Generali ha quantificato i danni in 10 milioni: «Nove li abbiamo rimborsati a circa 270 clienti, uno riguarda il danno d’ immagine». Il legale Angela Zannini ha chiesto per Federconsumatori, a cui si erano rivolti 180 clienti, rappresentata ieri dal presidente Rino Soragni, 20mila euro di provvisionale. Stessi numeri anche per Adiconsum, assistita dal legale Katia Canali. La difesa si dice «relativamente soddisfatta. Ora attendiamo le motivazioni – afferma Grisanti – e poi valuteremo se andare in appello». Appare un po’ deluso Soragni: «Ci aspettavamo qualcosa in più. È stata riconosciuta comunque la nostra costituzione a parte civile. Se otterremo i 20mila euro, li destineremo ad attività informative contro le truffe. Da gennaio faremo anche un ciclo di iniziative sulla tutela del risparmio». L’ avvocato Canali si dice «contenta per l’ accoglimento della costituzione». L’ avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale del Codacons, annuncia: «Ora verrà chiesto a Generali di risarcire il danno, in qualità di ex datore di lavoro di Petroni». E definisce la sentenza «un ulteriore successo sulla tutela dei risparmiatori». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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