11 Novembre 2007

Petrolio verso i 100 dollari: è emergenza inflazione opec pronta a intervenire

Consumatori: restituire gli sgravi sulla benzina
Petrolio verso i 100 dollari: è emergenza inflazione
Opec pronta a intervenire


La corsa del petrolio fa paura ma la soglia psicologica dei 100 dollari non è stata ancora raggiunta. Per gli analisti è solo una questione di tempo ormai. Di certo il mercato sembra impazzito e il dollaro debole non aiuta. I timori per la mancanza dei rifornimenti continuano a spingere al rialzo i prezzi dell`oro nero che negli ultimi giorni sono rimasti però in altalena. Gli occhi sono ora puntati sul vertice dei capi di stato dell`Opec che si terrà il 17 novembre a Riad. Per ora, come ricorda il ministro nigeriano, Odein Ajumogobia, non sono previsti colloqui formali tra i ministri del petrolio. L`Organizzazione di Vienna però una prima mossa l`ha fatta. Si è detta pronta ad aumentare la produzione, se necessario, nel vertice ufficiale di Abu Dhabi il 5 dicembre. Per il cartello, comunque, le quotazioni elevate restano frutto di speculazioni perchè il mercato è ben rifornito. Sulla scia della “minaccia“ dell`Opec il petrolio ha concesso solo una breve tregua per poi riprendere la sua scalata. Venerdì il light crude è tornato sopra i 96 dollari al barile e ha chiuso a New York a 96,40 dollari, spinto anche dall`allarme mal tempo nel Mare del Nord. La chiusura di alcune piattaforme al largo della coste norvegesi ha fatto temere il peggio. E crescono le pressioni dei governi sui paesi produttori. Per l`Fmi i prezzi globali del petrolio resteranno alti e l`Aie prevede che tocchino i 159 dollari al barile (prezzo nominale) nel 2030. L`Ue per il momento rassicura: nel breve termine non ci sono rischi sulla sicurezza degli approvvigionamenti, ma sul lungo termine la scarsità dell`oro nero è un problema che deve essere affrontato attraverso l`uso efficiente dell`energia e lo sviluppo di fonti rinnovabili. Sulla stessa linea il ministro dello Sviluppo economico, Pierlugi Bersani, che riconosce che i picchi del prezzo del petrolio “avranno certamente un influsso sui prezzi“ e chiede una reazione dell`Europa. In Italia intanto, secondo gli ultimi dati, il diesel si è spinto fino alla quota di 1,279 euro al litro. Il Codacons chiede al governo di restituire i miliardi incassati in più nel 2007 per l`aumento dei prezzi di carburante e annuncia una class action di 35 milioni di automobilisti. Anche gli artigiani della Cgia di Mestre puntano il dito contro il caro greggio che ha alleggerito le tasche degli automobilisti ma ha fatto incassare all`Erario italiano, tra il 2002 e il 2007, quasi 10 miliardi di euro di maggiori entrate fiscali provenienti dall`Iva e dalle accise. Secondo le stime diffuse dall`organizzazione, negli ultimi cinque anni, a fronte dell`aumento del costo della benzina e del gasolio, che è stato rispettivamente del 23,6% e del 34,9%, l`Erario italiano ha incassato un extragettito di quasi 10 miliardi di euro (per la precisione 9,718 miliardi) per la maggiore incidenza che hanno avuto sul prezzo alla pompa sia l`Iva sia le accise. Di questi 9,7 miliardi di euro, spiegano gli artigiani di Mestre, 6,970 miliardi sono riconducibili all`Iva e 2,748 miliardi alle accise.

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