8 Novembre 2007

Petrolio verso i 100 dollari. Bersani: intervenga la Ue

I prezzi del petrolio volano vicinissimi a quota 100 dollari al barile, un livello che “preoccupa veramente“ anche per i rischi “inflattivi e di crescita“ economica. Una situazione a cui l`Europa non può più assistere passivamente, dice il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani lamentando “una paralisi di iniziativa da parte dell`Ue. Il problema va affrontato. L`Ue non può occuparsi dell`energia in termini “de minimis“: il tema va discusso“. Anche perché se questo non avviene ? ribadisce il ministro ? “possono esserci effetti inflattivi e rallentamento della crescita“. Gli attuali record del petrolio, che ha sfondato anche quota 98 dollari al barile, non sono “giustificati“ dall`andamento della domanda e dell`offerta, né dagli investimenti o dai costi di estrazione che si sono “mantenuti stabili“. A pesare ? ricorda il ministro ? è la speculazione che domina il mercato, quella degli “hedge fund ma anche dei Paesi produttori e delle compagnie che lì hanno interessi“. “Sono anni che il prezzo sale“, ricorda Bersani parlando di un mercato a cui è necessario “lanciare un segnale“. Bisogna dimostrare di “avere un`arma nel cassetto“, dice il ministro chiamando l`Ue, i suoi governi ma anche la stessa Commissione, a farsi “forza dei suoi 480 milioni di consumatori“. A presentarsi cioè sul mercato come “un consorzio di acquisto“, per contrastare prezzi determinati solo dal lato dell`offerta. Nel frattempo l`inarrestabile corsa dei carburanti si farà sentire sul portafoglio delle famiglie italiane e in particolare porterà a un rincaro dei generi alimentari del 2-3%, per un esborso di 50 euro annui per nucleo familiare. La stima è del Codacons che ha calcolato le ricadute sulla tavola degli italiani ? ma anche nei bar e ristoranti ? dei rincari generati nel trasporto delle merci dal boom di benzina e gasolio. “Si pensi a frutta e verdura, carne, latticini, surgelati, e tutti quei prodotti che ogni giorno viaggiano sui camion per raggiungere le diverse città d`Italia ? sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi ?. Non solo, a rischio sono anche i listini praticati in bar e ristoranti. Con i prezzi dei carburanti a questi livelli, solo nel settore dell`alimentazione e della ristorazione si rischia un rincaro generalizzato del 2-3%, che a fine anno peserà per 50 euro sulle tasche di ogni famiglia e per 1,1 miliardi di euro sulla collettività“. Intanto le quotazioni del petrolio spingono i prezzi dei carburanti. Dopo la recente ondata di aumenti dei listini delle compagnie che hanno portato la benzina fino a 1,364 euro al litro e il gasolio al nuovo record storico di 1,268 al litro, i prezzi potrebbero volare ancora. Di altri 5 centesimi per la verde e di ulteriori 6 centesimi per il gasolio. A fronte di un rincaro dei prezzi industriali dei prodotti sui mercati internazionali (il Platt`s per l`Europa), che ha visto la benzina guadagnare nell`ultimo mese 7 centesimi al litro ed il gasolio mettere a segno un rincaro di 8 centesimi, fino ad ora sul mercato interno questi rialzi sono stati trasferiti solo in parte. Gli aumenti ? ricordano fonti di settore ? sono stati infatti nell`ordine dei 2 centesimi di euro al litro e se le compagnie dovessero decidere di trasferire completamente il rialzo delle quotazioni dei prezzi internazionali sui listini di quelli al consumo “consigliati ai propri gestore“, la verde volerebbe a quota 1,41 euro segnando il nuovo record storico mentre il gasolio andrebbe sopra 1,3 euro al litro. Dall`inizio di ottobre all`inizio di novembre ? ricordano analisti che seguono il mercato petrolifero ? i prezzi dell`oro nero hanno registrato un rincaro del 18% delle quotazioni espresse in dollari, da 78 a 92 dollari al barile. Un rialzo solo parzialmente compensato dal supereuro: le quotazioni del barile espresse nella moneta unica sono passate da 55 a 64 euro al barile, con un rialzo quindi del 16%.

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