15 Aprile 2009

Petrolio stabile, benzina no

Il dato è innegabile: il costo del petrolio, come si nota dai dati ufficiali, si è posizionato stabilmente attorno a 50 dollari al barile, mentre i carburanti pagati alla pompa dagli Italiani sembrano seguire ben altre logiche. Le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori ricordano infatti che l?anno scorso, la media annuale del costo del greggio si è attestata a 96,03 dollari al barile, determinando un prezzo medio della benzina a 1,40 euro al litro (di cui 60 centesimi di prezzo industriale 23 centesimi di Iva, 56 centesimi di accisa). Ora, le due associazioni, fatte le debite proporzioni, sottolineano che visti gli attuali corsi del greggio e tenendo conto delle variazioni dollaro/euro, la benzina attualmente dovrebbe costare 1,07-1,08 al litro. "In tutti i distributori, invece, fatta eccezione per qualche lodevolissima e rara ‘pompa bianca’, il prezzo di vendita della benzina si aggira da 1,20-1,23 euro al litro, determinando così una speculazione di 14 centesimi al litro, pari ad un maggiore esborso annuo di 168 euro in più per i pieni di benzina". Una bella botta pe le tasche dei cittadini, contro cui le associazioni chiedono un intervento per fermare quella che chiamano speculazione. ?Tra le operazioni da mettere in campo immediatamente ? sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef -, ad esempio c?è quella di intervenire presso la filiera di produzione e distribuzione, per ristabilire la correttezza nella determinazione dei prezzi". Ma la ricetta contro le furbate non si ferma qui. Si propone infatti di dare il via, finalmente, "come promesso da anni", al processo di liberalizzazione della distribuzione dei carburanti; allargare ad almeno il 10% la distribuzione tramite ‘pompe bianche’, "che permettono notevoli risparmi".  Anche il Codacons, da parte sua, fa notare che "le compagnie petrolifere continuano indisturbate a speculare sul prezzo dei carburanti e a non adeguarsi alla flessione del petrolio". Secondo l’associazione la mossa ha fruttato solo per Pasqua parecchi soldi alle compagnie petrolifere: "Considerando una media di sedici milioni di auto in viaggio ed un pieno di carburante necessario per andare e tornare dalla località prescelta per la gita fuori porta si tratta di un guadagno aggiuntivo per le compagnie petrolifere di ben 112 milioni di euro per poco più di un weekend di lavoro". Per questo l’associazione di consumatori aveva chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola di convocare a fine marzo i petrolieri e chiedeva liberalizzazioni più incisive in un settore dominato dai cartelli.  "Ma l’appello è rimasto inascoltato", conclude il Codacons.

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