Petrolio sotto 75 dollari, benzina e diesel meno cari
ROMA Il petrolio in ribasso comincia ad avere effetto sui carburanti. Il greggio Wti è sotto i 75 dollari al barile (74,41 le quotazioni in Asia ieri mattina) e il Brent è costantemente sotto 80 dollari. La condizione inizia a impattare sui prezzi alla pompa anche perché le prospettive di taglio dell’ Opec sembrano incerte in vista della riunione a Vienna di giovedì 27 con l’ Arabia Saudita che sembra voler mantenere inalterata la produzione. Gli appelli a ridurre la produzione avanzata da Venezuela ed Ecuador per sostenere i prezzi si scontrano con il desiderio di Riad di mantenere inalterate le quote di mercato. All’ impasse sull’ estrazione fa da contraltare la notizia positiva per gli automobilisti che ieri hanno visto listini aggiustarsi a nuovi ribassi dopo il calo avviato martedì dall’ Eni. Le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le compagnie in modalità servito indicano per il quotidiano Staffettaonline, benzina a 1,731 euro al litro (-0,2 cent) e diesel a 1,648 (-0,2 cent). Le punte in alcune aree sono per la verde fino a 1,778, gasolio 1,698 e gpl 0,714. Secondo Quotidianoenergia il prezzo medio ieri era tra 1,698 di Eni e 1,722 di Q8 e IP (no-logo a 1,553). Per il gasolio si passa da 1,620 euro al litro di Esso a 1,644 di Q8 (no-logo a 1,466). Il gpl, infine, si è tra 0,671 di Shell e 0,694 di IP (no-logo a 0,660). A ritoccare i listini di benzina e gasolio sono stati Tamoil (-1 cent/litro), IP rispettivamente -0,8 e -0,6, Q8 -1, Shell -1, Esso -1 e -0,5 e TotalErg -0,6 e -0,8. Nonostante i ribassi le associazioni di consumatori lamentano la differenza di prezzo che esiste con i paesi Ue. I prezzi in Italia restano i più elevati d’ Europa, denuncia il Codacons, a causa dell’ elevata tassazione sulla benzina. L’ Italia, sottolinea l’ associazione ha il record della benzina più cara d’ Europa: rispetto alla media europea di 1,395 euro al litro, da noi la verde costa 0,327 euro in più. Questo significa che per un pieno a un’ automobile di media cilindrata, un automobilista italiano spende 16,35 euro in più rispetto alla media Ue.
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