13 Ottobre 2004

Petrolio senza freni, gasolio record

Petrolio senza freni, gasolio record


Il greggio tocca quota 54 dollari. Rischio 1,2 euro per la benzina





ROMA – Il rapporto diffuso dall`Aie che prevede una crescita della domanda energetica nel 2004, ha fatto schizzare ieri il prezzo del greggio oltre la soglia dei 54 dollari al barile, che non aveva mai superato. Ed anche se il greggio ha chiuso poi con un ribasso a 52,5 dollari, a segnare un nuovo record storico è stato anche il petrolio del Mare del Nord (Brent) che ha sfondato il livello di 51 dollari al barile. In realtà, mentre le principali Borse europee hanno vissuto una giornata di passione facendo registrare un calo generale dei principali indici azionari, ad uscire malconcio dalla fiammata dei prezzi petroliferi è stato anche l?euro che è scivolato addirittura fin sotto la soglia di 1,23 dollari.
Se gli scenari internazionali non sembrano improntati all?ottimismo, il caro-carburanti in Italia ha visto ancora una volta il prezzo del gasolio risentire maggiormente delle impennate petrolifere. Il massimo della benzina è rimasto fermo infatti a 1,189 euro al litro, ma il diesel ha sfondato una nuova soglia, salendo a un nuovo record di 1,021 euro al litro. Secondo il monitoraggio del ministero delle Attività produttive su 9 compagnie, i listini del gasolio consigliati ai gestori sono stati ritoccati al rialzo da 3 aziende, che hanno raggiunto così il prezzo record della giornata: Api, Fina e Q8. E mentre cresce l?allarme sull?aumento di tasse e tariffe il ministro Marzano ha ricordato ieri che «con il petrolio oltre i 50 dollari, è un miracolo avere contenuto le bollette elettriche con un aumento dello 0,8%». Marzano ha anche annunciato l`intenzione di presentare in tempi brevi al Cipe un documento sulla politica energetica di lungo periodo per «rendere il sistema competitivo con costi compatibili con quelli degli altri paesi europei». Il ministro ha anche tenuto a precisare che «chiunque ritenesse che a breve possiamo allineare i nostri costi dell`energia in Italia con quelli di altri paesi, racconta frottole». Nel 2006 l`Italia avrà comunque superato la crisi di capacità produttiva che ha portato ai distacchi di energia del 26 giugno 2003 in quanto, ha ricordato ancora il ministro, dal 2002 sono state concesse 38 autorizzazioni per 19 mila MW di nuova potenza delle quali 11 mila sono in corso di realizzazione nonostante numerosi ricorsi.
«Entro fine del prossimo anno – ha concluso – saranno in funzione 8.000 MW di nuove centrali», ha concluso.
Per il presidente dell?Unione Petrolifera , Pasquale De Vita, gli alti prezzi del petrolio dovrebbero portare la bolletta petrolifera italiana attorno ai 18-19 miliardi contro i 15-16 dello scorso anno. De Vita si è detto poco ottimista su una frenata dei prezzi a breve termine: certamente – ha osservato – questo non è un livello fisiologico del petrolio che invece ha raggiunto un livello equilibrato sui 33 dollari al barile». Ma a lanciare l?allarme sul caro-carburanti sono gli stessi gestori: «La benzina – ha ammonito il segretario della Fegica-Cisl Di Vincenzo – potrebbe andare ben oltre 1,2 euro al litro per l`aumento dei prezzi petroliferi internazionali», aggiungendo che oggi «ci sarebbe spazio per un bonus anche sopra le 50 lire al litro», anche se «un intervento sulle accise sarebbe più efficace».
Una posizione condivisa dalla Margherita, secondo cui «va introdotto un meccanismo di salvaguardia del consumatore che, agendo sul valore dell`accisa, sia in grado di tutelarlo dagli improvvisi aumenti del prezzo dei carburanti, provocati dalla volatilità del prezzo del petrolio». Secondo la Margherita, infatti, «l`impatto del fisco (accisa più Iva) sul prezzo della benzina è di quasi il 70%». Un invito ad «uscire dall`immobilismo e intervenire sulle accise» viene anche dall`Intesa dei Consumatori, secondo la quale in un solo mese, cioè tra il 4 settembre e il 4 ottobre, il prezzo del gasolio da autotrazione è aumentato del 2,6%, quello da riscaldamento del 5,1%, mentre il prezzo della benzina ha registrato un più modesto incremento dello 0,7%.

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