PETROLIO: SCENDE A 72 DLR; CONSUMATORI, FARE COME BUSH
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fonte:
- Ansa
DA CODACONS ESPOSTO ALLE FIAMME GIALLE CONTRO COMPAGNIE
(ANSA) – ROMA, 26 apr – “Fare come Bush“. Le associazioni
dei consumatori lanciano un nuovo slogan contro il caro-pieno e,
dopo il piano annunciato dal presidente americano per
fronteggiare i rincari del petrolio, chiedono al prossimo
governo di inserire tra le priorità da affrontare anche quella
della benzina.
La mossa di Bush, che ha peraltro annunciato l`avvio di
un`inchiesta sulle manipolazioni dei prezzi petroliferi, è
infatti bastata a calmare le speculazioni sul greggio, oggi
sceso di circa l`1% poco sopra i 72 dollari al barile. Un calo
che permette ai consumatori, americani e non, di tirare un
sospiro di sollievo. Archiviati i massimi della scorsa
settimana, il petrolio è arrivato oggi a 72,15 dollari, anche
grazie ai dati confortanti sulle scorte Usa, diminuite meno del
previsto, e sull`attività delle raffinerie, lentamente avviate
verso la completa ripresa del lavoro.
La vera svolta è stata impressa però proprio ieri da Bush,
con un discorso più che rassicurante per i consumatori, meno
per le compagnie petrolifere, che lo stesso presidente
petroliere, ha messo nel mirino dell`amministrazione. Parole
più che apprezzate anche al di qua dell`Atlantico. Le
associazioni dei consumatori italiane hanno elogiato l`impegno
del presidente e hanno invitato il prossimo governo italiano a
fare altrettanto.
“Appena entrato in carica, – afferma il Codacons – il
governo dovrà adottare, seguendo l`esempio di Bush, misure
urgenti per far scendere, in vista degli esodi estivi, il prezzo
dei carburanti. Gli interventi annunciati dal presidente
americano hanno già fatto registrare positivi effetti sulle
quotazioni del greggio. Allo stesso modo il governo italiano –
sostiene l`associazione – dovrà mettere in campo misure
concrete“. Il Codacons invita quindi ad aumentare la
disponibilità di carburanti sul mercato, “anche tagliando
provvisoriamente le scorte“, e ad educare i cittadini ad un
consumo “più razionale e oculato“. Ma chiede soprattutto che
si faccia “chiarezza sui bilanci delle società petrolifere“.
Con un esposto alla Guardia di Finanza, l`associazione chiede
infatti “di verificare se le compagnie reinvestono in Italia i
maxi-profitti derivanti dalla vendita dei prodotti petroliferi e
di accertare le grandi differenze esistenti nei prezzi di
benzina e gasolio tra Italia e resto d`Europa“.
Sulla stessa linea anche la Federconsumatori, secondo la
quale i rincari del petrolio (e quindi della benzina) porteranno
per le tasche dei consumatori una stangata da 490 euro l`anno.
“Possibile – si chiede l`associazione – che in Italia non sia
stata ancora istituita una Commissione d`inchiesta con poteri
sanzionatori visto l`aggravarsi della situazione?“. (ANSA).
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