18 Aprile 2008

Petrolio, revisioni fallite. Il Codacons si appella al Governo

Prosegue la corsa del prezzo del petrolio che segna nuovi record sfondati poi puntualmente ogni giorno. Come logica conseguenza si ritoccano i prezzi di vendita nei distributori di carburante: oggi da Shell, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, la benzina verde costa 1,402 euro al litro.
Non contando il bonus fiscale, pari a 2 cent per litro, il prezzo proposto dai “distributori con la conchiglia“ sarebbe il più alto mai offerto al pubblico: 1,422 euro per litro.

Previsioni fallite
Contro le previsioni degli analisti, il greggio ieri ha sfondato quota 115$/barile, ipotizzato come punto di massimo della parabola che rappresenta questa, che possiamo chiamare a tutti gli effetti, crisi petrolifera.
Rimangono solo parole i segnali d`allarme lanciati da molti Paesi sull`orlo della crisi alimentare, causata dal continuo rincaro dei prezzi del carburante che si riperquotono sui costi di produzione dell`agricoltura.
La situazione mondiale, anche questo si ripete da più parti, non giustifica un prezzo così gonfiato poiché, potrebbe essere paragonata a quando la quotazione del greggio era intorno ai 45 massimo 50 dollari al barile.
E`colpa della speculazione quindi, una speculazione miope e che non capisce che proporre ricavi alti sul fronte petrolifero determina perdite ingenti e sofferenza nelle economie di molti Paesi.

In Italia
Il nostro Paese sconta la sua posizione storica: “ultima tra le grandi, prima tra le piccole“: soffriamo molto più del resto d`Europa, ma fortunatamente anche molto meno dei paesi in via di sviluppo.

Il Codacons ha chiesto al Governo, sia attuale che futuro, di promuovere “l`apertura immediata della vendita di carburanti presso la grande distribuzione“, demolendo un`anomalia del tutto nostrana, e “l`installazione dei benzacartelloni in tutti i quartieri delle cittá“; un sistema, forse un po`puerile, che dovrebbe mostrare al pubblico gli esercenti più virtuosi nel ritoccare i listini.
La realtà è che più della metà della spesa alla pompa per i cittadini Europei finisce in tasse e nessuno Stato, tantomeno l`Unione, da segnali concreti.

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