Petrolio record, la benzina sale ancora
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fonte:
- Il Messaggero
Il Brent a 53,10 dollari. La verde a 1,2 euro al litro in tutti i distributori
ROMA – Una congiuntura internazionale nera, dall?ondata di gelo che ha colpito Europa e Usa alla situazione in Medio Oriente, continua a scuotere i mercati petroliferi mettendo a dura prova le economie dei paesi occidentali. Con il Brent, il petrolio di riferimento europeo, che ieri a Londra ha toccato il record storico di 53,10 dollari a barile, mentre le quotazioni di greggio al Nymex di New York sono partite in quarta raggiungendo i 54 dollari a barile per poi ribassare a 53,55. Uno scenario a tinte fosche, che ha fatto da sfondo all?ondata di rincari dei carburanti in Italia, vedendo il prezzo della verde balzare intorno agli 1,2 euro al litro in tutti i distributori. Dopo che l`Agip e l`IP nei giorni scorsi avevano già portato il carburante a quota 1,199 euro al litro e la Tamoil faceva segnare il record storico di 1,201 euro, anche le altre compagnie hanno messo mano ai propri listini. Con aumenti compresi tra gli 0,046 e gli 0,050 euro al litro che hanno portato il carburante intorno agli 1,2 euro. Una raffica di aumenti che ha riguardato anche il gasolio che viaggia ormai sui record storici di 1,086-1,088 euro al litro e che, da ieri, registra rincari generalizzati.
Così, mentre cresce l?allarme inflazione per le ricadute sul costo dei trasporti, il caro pieno rischia di pesare sui portafogli delle famiglie italiane con un impatto di 16 euro al mese. La stima è dell`Intesa dei consumatori che parla di «salasso» e chiede «l`intervento immediato del Governo affinchè sia sterilizzata l`Iva dagli ultimi aumenti che certamente avranno incrementato in misura sostanziosa le casse dello stato». Numeri alla mano i consumatori delle quattro sigle dell`Intesa – Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori – colgono l`occasione anche per rilevare la convergenza tra il prezzo del gasolio e quello della benzina: un anno fa un litro di diesel costava – si legge nella nota – il 17,64% in meno di uno di benzina. Oggi il rapporto è sceso al 9,26%. «A distanza di un anno la differenza di prezzo si è quasi dimezzata in concomitanza con l`aumento delle immatricolazioni di auto a gasolio: su 100 auto immatricolate quest`anno, 58 erano diesel». E mentre i consumatori salgono sulle barricate chiedendo che il «Governo non resti più impotente rispetto alle continue speculazioni sul prezzo della benzina», le compagnie petrolifere per bocca del presidente, Pasquale De Vita, si difendono affermando che «l?aumento del prezzo era inevitabile». «Non potevamo fare altrimenti – ha sottolineato il presidente dell`Upi – sui mercati internazionali i prodotti raffinati, a cominciare dalla benzina, erano già rincarati. Sulle quotazioni petrolifere stanno pesando fattori contingenti, quali l`ondata e maltempo abbattutasi sull` Europa e sugli Stati Uniti, nonché le tensioni mediorientrali. «Il grande aumento dei consumi di prodotti petroliferi – ha ancora precisato De Vita – ha portato ad una diminuzione della capacità produttiva non utilizzata nei paesi esportatori di greggio». «Questi paesi -ha poi concluso – stanno comunque reagendo, incrementando il più possibile la loro produzione di petrolio».
Ma a tuonare contro i rialzi dei carburanti è anche l?opposizione politica. «Il continuo rincaro del prezzo della benzina – accusa Cesare De Piccoli, responsabile delle Politiche dell?Impresa per i Ds – nel determinare un danno per i consumatori e le imprese, si traduce invece in un beneficio per le entrate dello Stato, grazie all`aumento del gettito Iva. È urgente una iniziativa del Governo per evitare fenomeni speculativi lungo la catena di formazione del prezzo finale dei carburanti», ma soprattutto – occorre il varo di una norma legislativa che potrebbe essere inserita nel Decreto sulla competitività di stabilizzazione dell`aumento del gettito Iva».
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