3 Agosto 2005

Petrolio, per le famiglie stangata da 500 euro

Petrolio, per le famiglie stangata da 500 euro





Il petrolio ripiega dai livelli record toccati lunedì dopo la morte di re Fahd, ma per i prossimi mesi si annuncia una stangata da 500 euro per famiglia. A stimare l`effetto dei continui aumenti del greggio sui cittadini è un comunicato congiunto delle 4 associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc. La giornata dell`oro nero ieri è stata improntata a un ribasso generalizzato, dopo i massimi storici toccati ieri a New York, dove il Wti è arrivato a quotare 62,30 dollari al barile, e Londra, piazza sulla quale il Brent ha raggiunto al quotazione di 60,98 dollari al barile. Già nell`after hours newyorkese, nelle prime ore della mattina italiana, il barile di greggio aveva segnato un -0,3%, assestandosi a 61,38 dollari. L`apertura del Wti ha poi riportato i prezzi sotto quota 61, con il contratto «future» per le consegne a settembre che ha lasciato sul terreno oltre l`1%, a 60,87 dollari al barile, per poi tornare a 61,15. Perdita di circa un punto percentuale anche per il Brent, il greggio di riferimento europeo, che nel pomeriggio è sceso sotto quota 60, con un prezzo di 59,86 dollari al barile. Nonostante i ribassi rispetto ai livelli record di lunedì, le quotazioni dell`oro nero restano comunque molto alte, tanto da indurre le associazioni dei consumatori a prevedere una «maxi stangata da 500 euro l`anno» per le famiglie italiane. Secondo Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, le quotazioni del greggio innescheranno «effetti a catena sui prezzi dei prodotti energetici», che causeranno aumenti immediati e a breve termine per benzina, gasolio, luce, gas e riscaldamento. La conclusione delle associazioni è stata una presa di posizione contro l`esecutivo. «Il governo e Scajola – hanno sostenuto le associazioni – che avevano promesso provvedimenti concreti per contrastare gli aumenti, sono latitanti». Per questo motivo, le quattro organizzazioni hanno invitato i ministri economici a prendere urgenti provvedimenti, minacciando in caso contrario un taglio dei consumi: «I consumatori si dovranno difendere avviando campagne di autoriduzione dei consumi – è la conclusione – e per l`economia nazionale ci sarà poco da sorridere». E con questi prezzi gli italiani devono abituarsi a convivere a lungo. Ne è convinto Edgardo Curcio, presidente dell`Associazione degli economisti dell`energia (Aiee) e componente della task force del governo contro il caro-energia. «Almeno fino al prossimo anno i prezzi resteranno sui 60 dollari al barile – spiega – poi, forse, scenderanno un po?» sostiene l`esperto». Quanto ai provvedimenti per attutire l`impatto dell`oro nero sulle tasche delle famiglie «il 6 settembre il comitato riprende i suoi lavori, in vista di misure concrete da varare in tempi stretti». Alla base del caro-prezzi non c`è solo la questione dell`Arabia Saudita dopo la morte del re Fahd. «A surriscaldare i listini – spiega Curcio – è soprattutto il nodo della scarsa capacità di raffinazione e la speculazione finanziaria, perché i fondamentali sono buoni». Per questo, sostiene l`esperto, meglio «non farsi illusioni sul fatto che le quotazioni possano rientrare in tempi brevi». Per Curcio, il caro-barile nasce da «elementi strutturali, legati a scarsità di offerta, alla crescita della domanda, alle strozzature del sistema di raffinazione che concorrono tutti insieme in un mix di quotazioni alte».

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