16 Dicembre 2005

Petrolio, nel 2005 bolletta record

Il caro greggio costa all`Italia 21,6 miliardi di euro, ai massimi negli ultimi venti anni

Petrolio, nel 2005 bolletta record

La Bce: faremo di tutto per mantenere la stabilità dei prezzi Trichet: l`aumento del costo del denaro non sarà il primo di una lunga serie “Ingiusto criticare il rialzo dei tassi dopo anni di stabilità“




ROMA – Si è difeso dalla critiche. Ha confermato che il ritocco dei tassi di interesse deciso ai primi di dicembre non sarà il primo di una lunga serie. Ma ha detto chiaramente che la Bce continuerà a tenere sotto controllo il livello dei prezzi, che agirà sempre prima che l`inflazione prenda il volo, mai dopo. Jean Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, risponde – in un`intervista al settimanale francese Paris Match – alle critiche che gli sono piovute addosso per aver alzato di un quarto di punto i tassi di interesse. Dai governi soprattutto, preoccupati di veder morire sul nascere la già debole crescita economica. “E` meglio prevenire – ha spiegato – che dover correre ai ripari“. E ancora: “Non bisogna aspettare che l`inflazione si sia installata per combatterla“. A chi lo ha accusato di aver agito troppo in fretta ha risposto senza tentennamenti: “Criticare la nostra fretta mi sembra paradossale – ha spiegato – soprattutto dopo due anni e mezzo di tassi di interesse più bassi, mai raggiunti dalle monete più credibili d`Europa da 50 anni“. Ed è stato netto Trichet nel difendere la sua decisione: “Era giustificata dall`aumento dei rischi inflazionistici“. Rischi che per la Commissione europea hanno un imputato d`eccellenza: il prezzo del petrolio che nel 2005 ha toccato anche quota 70 dollari al barile. Nelle previsioni economiche d`autunno pubblicate dalla Commissione è scritto nero su bianco: dopo essere scesa sotto il 2% all`inizio del 2005, l`inflazione nell`area euro è risalita fino al 2,1%, riflettendo gli aumenti nel comparto dell`energia causati dalla fiammata dei prezzi del petrolio. E in Italia il caro-greggio s`è fatto sentire, e pesantemente. Quella del 2005 sarà la bolletta energetica più salata degli ultimi vent`anni. Complici le impennate delle quotazioni del greggio, il 2005 si chiude infatti con fatture di oltre 36 miliardi di euro per l`acquisto di tutte le fonti energetiche (sette miliardi in più rispetto al 2004) e di 21,6 miliardi (più 4,6 miliardi) il fabbisogno di oro nero da oltre frontiera. Automobilisti e autotrasportatori se ne sono accorti da tempo: la verde è aumentata di oltre il 31% e il gasolio è rincarato del 45% rispetto a un anno fa. Il futuro, però, potrebbe essere migliore. Dall`Unione petrolifera arrivano rassicurazioni e un`accusa. Le quotazione “sono ingiustificate e guardando alla situazione della domanda e dell`offerta mondiale ci si può attendere un ridimensionamento“, spiega Pasquale De Vita, presidente dei petrolieri. Non fa previsioni De Vita, ma si limita a ricordare che gli analisti prevedono per il 2006 un barile sui 45-55 dollari, rispetto ai 60 attuali. L`accusa che lancia De Vita è invece alla speculazione: la colpa del caro-greggio non sarebbe del mercato ma degli operatori finanziari, primi tra tutti i fondi pensione Usa, che “giocano“ sui mercati dell`oro nero. Il presidente dell`Unione petrolifera parla di un “premio speculazione“ che pesa sui prezzi del greggio per 5-10 dollari al barile. Speculazione difficile da combattere. Che pagano, intanto, le famiglie italiane. Secondo l`Intesa consumatori tra aumenti di luce gas e carburanti il conto s`è tradotto in una stangata da 500 euro. E il 2006? Sarà peggio assicurano.

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