Petrolio, l`uragano Katrina spinge i prezzi
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fonte:
- Il Mattino
Petrolio ancora in altalena
Ieri a New York al Wti il greggio ha prima sfiorato i 68 dollari, poi ha chiuso le contrattazioni a 66,15 dollari. La giornata è stata condizionata dall`inaspettato rafforzamento della tempesta tropicale Katrina che, dopo aver lasciato le coste della Florida si sta avvicinando alle piattaforme di estrazione del Golfo del Messico. Secondo le stime, la tempesta, che sta sviluppando venti a 100 miglia all`ora, potrebbe diventare di categoria 3, la più pericolosa, e sta costringendo diverse compagnie petrolifere ad evacuare le piattaforme.Tempesta tropicale a parte quello del petrolio resta tuttavia un problema di squilibrio tra domanda e offerta. Come è tornato a sottolineare il settimanale britannico The Economist nell`editoriale di questa settimana. Se si vuole porre un freno al rialzo dei prezzi del greggio – sostiene l`Economist – è necessario che i due maggiori consumatori del mondo, Usa e Cina, riducano la loro domanda. Secondo il settimanale, “la ragione per cui le alte valutazioni del greggio non hanno ancora fatto sentire i loro effetti sulla crescita dell`economia mondiale è da ricercarsi nel basso costo del denaro che ha sostenuto la spesa al consumo e la formazione di bolle immobiliari. Il rialzo dei prezzi del greggio è dunque una conseguenza della crescita dell`economia mondiale (la migliore degli ultimi 30 anni), stimolata dai bassi tassi di interesse“. L`economia mondiale – è la tesi dell`Economist – corre sul filo del rasoio e urge porvi rimedio. Come? Tagliando la domanda di Usa e Cina, i due maggiori consumatori mondiali, suggerisce il settimanale britannnico e dunque togliendo il controllo dei prezzi imposto dal governo in Cina e tassando maggioremente i consumi di benzina negli Usa. Consumi che, invece, in Italia sono largamente tassati e che almeno, per il ministro dell`Ambiente, Altero Matteoli, potrebbe essere tassati un po` meno. “Prima delle vacanze estive – ha detto il ministro intervenendo ieri mattina a Radio anch`io – il ministro delle Attività produttive Scajola mi ha detto che stava lavorando“ a calmierare le accise. E “conoscendo il ministro e sapendo con quale lena lavora – ha proseguito Matteoli – ci siamo aggiornati ai primi di settembre per vedere se l`ipotesi si possa concretizzare“. Ma ribattono Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc gli aumenti della benzina portano nelle casse dell`erario 2 miliardi di euro in più all`anno. È per questo che il Governo non passa mai dalle parole ai fatti“.
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