16 Febbraio 2006

Petrolio: ennesima chiusura in profondo rosso. Ma i prezzi alla pompa tardano a calare

Sembra inarrestabile la corsa al ribasso per i prezzi del petrolio che continuano a perdere terreno, riportandosi su livelli che erano stati lasciati alle spalle alla fine di novembre scorso. Dopo aver ceduto quasi tre punti percentuali nella seduta di ieri, le quotazioni hanno tentato in mattinata di dare vita ad un timido rimbalzo che ha riportato i prezzi poco al di sopra dei 60 dollari al barile. Nel pomeriggio però si è assistito ad un vero e proprio crollo che ha costretto il future con scadenza marzo a terminare le contrattazioni a quota 57,65 dollari, con un ribasso del 3,2%. Ad alimentare le vendite oggi ha contribuito senza dubbio il rapporto settimanale sulle scorte strategiche negli Stati Uniti, che ha evidenziato una corposa crescita di quasi 5 milioni di barili, contrariamente alle attese che parlavano di un incremento di un milioni di barili. Un dato che, abbinato al deciso incremento delle riserve di carburanti, ha messo ancor più di buonumore il mercato, sulla scia del clima più disteso che già da giorni si respira tra gli operatori. Le pesanti flessioni dell`oro nero stanno regalando una boccata di ossigeno alle martoriate tasche degli italiani, che finalmente hanno visto ridurre negli ultimi giorni il costo dei carburanti. Effetti benefici che però sono piuttosto limitati, dal momento che i prezzi alla pompa si mantengono ancora su livelli decisamente elevati, secondo una denuncia presentata da Intesaconsumatori. Le quattro associazioni di categoria, hanno infatti dichiarato che i positivi ribassi delle quotazioni del petrolio non sono stati trasferiti in maniera adeguata e corretta presso i distributori di carburanti, dando vita a quella solita doppia velocità nelle variazioni dei prezzi della benzina che concretizza una speculazione altamente dannosa per le tasche dei consumatori italiani. L`augurio di Intesaconsumatori è che il governo possa ora mettere a punto delle misure adeguate, finalizzate ad alleggerire la spesa degli automobilisti, tramite il ricorso ad alcuni interventi, quali taglio delle accise e l`accesso della grande distribuzione alla vendita di carburanti, un progetto già da tempo ventilato, ma fortemente ostacolato dalla lobby dei benzinai.

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