Petrolio e consumi giù, prezzi freddi
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fonte:
- Corriere della Sera
L?Istat corregge l?inflazione di giugno: è scesa al 2,6%. Rilevazioni contestate
ROMA – Grazie alla crisi dei consumi e alla contrazione dei prezzi dei carburanti e delle tariffe telefoniche, a giugno l?inflazione frena al 2,6% rispetto al 2,7 di maggio. Lo ha comunicato l?Istat correggendo al ribasso, per il meccanismo delle percentuali, le anticipazioni delle città campione. Aumenti sostenuti, invece, per i tabacchi e le bevande alcoliche che con una media di rincari dell?8,1% guidano la classifica degli aumenti seguiti dai ristoranti e pubblici esercizi (più 4,1%) e dall?abitazione, acqua ed elettricità (più 3,7%). L?Italia sta andando in controtendenza con la media europea che ieri Eurostat ha calcolato in lieve aumento nell?area-euro, sempre per il mese di giugno, al 2% parallelo a una lieve crescita (più 0,1%) della fiducia di consumatori e imprese. Il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ha commentato che «l?inflazione dovrà scendere ancora». La sua convinzione risiede anche nel fatto che «un contributo in questo senso arriverà dall?accordo sulle tariffe Rc Auto siglato con i consumatori e le compagnie assicurative». Da parte dei consumatori di Intesa, l?associazione che raggruppa quattro delle tante sigle, una nota ironica: alla favola dell?inflazione in discesa non crede più nessuno. E citano una serie di aumenti, dal 30% del settore ortofrutticolo al 55% di alcune qualità di pesce come il gambero rosso. Per Federconsumatori, inoltre, il collegamento fatto dal ministro Marzano è «completamente sbagliato e ingannevole» perché finora il prezzo delle polizze avrebbe registrato rincari dal 3 al 10% e quindi l?eventuale effetto ci sarà solo in futuro.
Per i sindacato questo raffreddamento del costo della vita è un brutto segnale perché dimostra la contrazione dell?economia. «L?euro forte fa ridurre il prezzo delle materie prime e del petrolio – ha commentato Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil – ma colpisce che la nostra inflazione sia ancora dello 0,7% superiore a quella europea». Più secco il segretario della Cisl Savino Pezzotta secondo il quale «non si tratta di un calo virtuoso ma del calo dei consumi».Imprenditori ottimisti. Per Stefano Parisi, direttore generale di Confindustria, si tratta di un «segnale positivo, ci sono le condizioni perché possa scendere ancora».
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