4 Aprile 2003

Petrolio e benzina, i conti non tornano

Petrolio e benzina, i conti non tornano

Ecco perché il greggio cala ma i carburanti diminuiscono poco



ROMA – I lampi di guerra in Medio Oriente si riverberano sui prezzi del greggio che, tra un bombardamento e l?altro, continuano però a scendere. In realtà, da circa un mese, la scommessa dei «brookers» su una vittoria rapida degli angloamericani in Iraq, ha fatto precipitare le quotazioni del brent dai 33,39 dollari del 3 marzo ai 26,36 del 24 marzo, fino ai 28,08 di fine mese. Arrivando ieri a toccare i 24,53 dollari a Londra con un?ulteriore diminuzione del 2,7%. Una «benefica» discesa dei valori che si è tradotta in un calo del 15,9%. Un dato, che se è valso a non infiammare eccessivamente i meccanismi dell?inflazione in Occidente, ha visto però il prezzo della benzina in Italia registrare nello stesso mese di marzo un calo di solo il 2,73%. Anche se è chiaro che il «raffronto» andrebbe fatto con il «prezzo industriale» (dal quale è escluso il «peso» di tasse e Iva che in Italia arriva ad incidere per il 67%), è pur vero che, anche in questo caso, il calo del prezzo ammonterebbe ad un «modesto» meno 6,3%.
Un «giallo» che, ancora una volta, ha fatto riesplodere un?antica a mai sopita «querelle» con i consumatori. Perchè – chiedono in molti – esiste una forbice così larga tra il calo del greggio e quello della benzina? Ed ancora: per quale motivo i prezzi industriali dei carburanti sembrano muoversi al rialzo più velocemente delle quotazioni del greggio ? Gli interrogativi, nell?altalena dei prezzi alle pompe di questi ultimi due anni, hanno finito con il prendere di mira le compagnie petrolifere. Accusate, spesso, di trarre «benefici illegittimi» dai complessi meccanismi che alimentano i mercati petroliferi. Critiche, dalle quali le compagnie petrolifere si difendono ricordando che «il prezzo industriale di ciascun prodotto petrolifero in Italia, così come in ogni altro Paese ad economia di mercato, non è direttamente legato alle quotazioni internazionali del greggio, bensì all?andamento del prezzo internazionale del prodotto corrispettivo così come si forma sulle Borse internazionali; vale a dire in base alla domanda-offerta come viene rilevato dal Platt?s Oilgram, un?Agenzia internazionale specializzata e indipendente». In pratica, anche nel nostro Paese dove sono presenti 9 compagnie tutte italiane, due estere (Tamoil e K8), Agip-Ip (Gruppo Eni), Erg (Garrone) e Api (Braghetti-Peretti), valgono le regole di un mercato libero dove al costo della materia prima vanno aggiunti i costi operativi che vanno da quelli dei trasporti (nave, nolo, assicurazioni) a quelli delle raffineria e della distribuzione. «In quest?ambito – sostengono gli operatori – il mutamento del prezzo del greggio e quello dei carburanti non è così automatico, per cui se il petrolio diminuisce di 10 la benzina può calare anche di 12 in quanto si tratta di due mercati diversi». Una spiegazione «tecnica» che non lascia però convinte le associazioni dei consumatori. «Noi continuiamo a sostenere – rileva infatti Elio Lannutti, presidente di Adusbef e dell?Intesa dei consumatori – che le compagnie continueranno ad effettuare speculazioni valutarie sui prezzi, almeno fino a quando non renderanno perfettamente trasparenti i criteri in base ai quali acquistano il greggio nonchè i riferimenti valutari che riguardano tutta l?operazione. Sarebbe interessante conoscere – continua Lannutti – i tempi che scandiscono le fasi dell?acquisto e l?arrivo dei carburanti sul mercato. Anche perchè i bilanci evidenziano profitti che sono tanto più elevati quanto più si muove sia il prezzo del barile che il cambio delle valute in euro-dollaro». Proposte? «Se l?Europa vuole restare competitiva con gli Stati Uniti deve regolare di più gli acquisti con la moneta europea, in quanto il passaggio euro-dollari consente una doppia speculazione sui cambi. Occorre insomma imporre nei rapporti commerciali internazionali l?euro. Ricordo che 20 mesi fa ci ritrovammo con il prezzo della benzina più alta d?Europa perchè per un dollaro ci volevano 2300 lire. adesso che l?euro ha surclassato il dollaro vediamo che i nostri carburanti sono ancora tra i più alti d?Europa».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this