3 Febbraio 2016

Petrolio e benzina giù, Borse ko

Petrolio e benzina giù, Borse ko
milano la peggiore d’ europa perde
il 3%. padoan: “nessun attacco speculativo all’ italia”. prezzo della
verde sotto 1,4 euro per la prima volta da 5 anni, ma carburanti ancora
più cari del 20% rispetto alla media ue

MILANO. Benzina e petrolio in calo hanno portato ieri le Borse del Vecchio continente a bruciare ancora 191 miliardi di euro di capitalizzazione. Se in generale vale la regola che la discesa dei prezzi delle materie prime si traduce in un risparmio per l’ industria, e quindi per le società quotate, in questo contesto delicato è invece chiaro a tutti gli investitori che il crollo del Brent a 32 dollari al barile (-5% rispetto alla vigilia) e del Wti a 30 è una zavorra che appesantisce la ripresa. Vero, l’ Italia non produce petrolio e per la gioia dei consumatori la benzina è scesa sotto 1,4 euro al litro, ai minimi dagli ultimi 5 anni, anche se, sottolinea il Codacons, resta comunque del 20% più cara rispetto alla media europea. Eppure l’ allarme dell’ ultimo mese sui mercati porta i grandi consumatori di beni, come sono stati per anni i Paesi emergenti ma anche gli Usa, a tirare la cinghia a danno dell’ economia nostrana, che campa di esportazioni. E così Piazza Affari, che a differenza di Londra (ieri -2,2%) e Amsterdam (-2,2%) ospita poche aziende energetiche, è stata la peggiore in Europa, accusando un ribasso del 3,05%, con il Ftse Mib a 17.922 punti, seguita a ruota da Madrid (-2,9%), Parigi (-2,4%)e Francoforte (-1,8%). Tornando al listino delle 40 maggiori aziende tricolori, che ieri ha rivisto i minimi che non toccava dal 2013, il conto più salato è toccato a Saipem (-21,5% i diritti e -3,3% le azioni), che peraltro in questi giorni sta chiedendo al mercato 3,5 miliardi di aumento di capitale per alleggerire i suoi debiti e rilanciare la produzione. Ma anche il suo primo azionista Eni, ieri ha perso il 4,7%, così come il colosso mondiale dei tubi senza saldatura per l’ industria petrolifera Tenaris è crollato ancora del 4,9%. Le vendite si sono poi concentrate sui titoli bancari come Mps (-8,2%), Bper (-6,8%), Bpm (-5,5%), Ubi (-5,2%), Intesa Sanpaolo (-3,4%) e Unicredit (-3,24%). «La caduta della Borsa – ha detto ieri il ministro dell’ economia Carlo Padoan durante l’ audizione al Copasir – non è legata a fatti strutturali, ma di fiducia. Non abbiamo evidenza di attacchi speculativi, tanto è vero che alcuni titoli bancari sono saliti e altri scesi». Il ministro ha poi assicurato che «le cifre delle sofferenze bancarie, non sono i 210 miliardi lordi di cui si parla» e che «al netto stiamo molto meglio, e in percentuale siamo sotto altri Paesi europei». Di buono c’ è che la tensione sui mercati azionari e su quelli delle materie prime fa bene ai mercati obbligazionari. Ieri il Mef ha comunicato che la prima tranche da 9 miliardi del Btp trentennale (scadenza primo marzo 2047, e godimento a paritre dal 9 febbraio 2016) è stata collocata con successo: il tasso annuo dell’ emissione è stato fissato al 2,7% e sarà pagato con due cedole semestrali, mentre il Btp collocato al prezzo di 99,182 offre un rendimento lordo annuo del 2,758%.Torna invece ad allargarsi di 7 punti base, a quota 118, il differenziale tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi che corrisponde a un tasso del Btp dell’ 1,5% (dagli 1,47% registrati alla vigilia). ( s. b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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