Petrolio e alimentari spingono i prezzi L’ inflazione sale all’ 1,5% ai massimi da 4 anni
ROMA Cattive notizie per le famiglie: fare la spesa a febbraio è costato di più. E aumentano pure i prezzi di cibo e viaggi. In particolare i rincari del petrolio (+12,1% su base annua), dei prodotti alimentari (+8,8%) e soprattutto a causa del maltempo della verdura (+37,3%) fanno schizzare a febbraio l’ inflazione su base annua all’ 1,5%, triplicando il dato di dicembre (+0,5%). Un risultato analogo non si verificava da marzo 2013. Lo rivela l’ Istat nelle stime preliminari precisando che se è vero che la deflazione si allontana, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo rispetto a gennaio di quest’ anno è cresciuto dello 0,3%. A rafforzare l’ inflazione ci si mette pure l’ accelerazione della crescita dei prezzi dei trasporti (+2,4% da +1% di gennaio). La risalita dell’ inflazione anche a livello europeo (siamo all’ 1,8%) spinge il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, a attaccare il programma di «Quantitative Easing» (QE) sostenendo di fronte al Parlamento di Bruxelles che l’ Eurozona «deve prepararsi alla fine dell’ aiuto che la Banca centrale europea le ha fornito e i tassi bassi, perché l’ inflazione si sta riavvicinando verso l’ obiettivo del 2%». Se secondo il falco Dombrovskis sta per finire la politica accomodante perseguita da Francoforte in questi anni, «non bisogna neanche prendere decisioni frettolose – precisa – ma bisogna tenere sempre in considerazione l’ impatto sulla stabilità dei Paesi membri», menzionando in particolare quelli con debito pubblico elevato, come l’ Italia, i più a rischio se il quadro attuale, che assegna rischio «zero» ai titoli di Stato detenuti dalle banche, cambiasse. Da oltreoceano Standard & Poor’ s lancia previsioni poco esaltanti sul nostro Paese: «Il settore bancario e l’ incertezza politica potrebbero ostacolare la ripresa dell’ economia e degli investimenti». Per questi motivi l’ agenzia di rating prevede per l’ Italia una crescita del Pil modesta, pari all’ 1% all’ anno nel 2017 e nel 2018. Tornando al quadro tracciato dall’ Istat, si impennano i prezzi del carrello della spesa: alimentari, beni per la cura della casa e della persona aumentano del 3,1% (il dato più alto negli ultimi 8 anni). Il rialzo tocca anche i beni voluttuari: in particolare l’ aumento dei biglietti aerei arriva al 12,8% in un anno. Più contenuto quello per chi viaggia in treno (+6,9%), ma diventano un po’ più costosi anche gli spostamenti in autobus e pullman (+1,1%). Più care anche le settimane bianche, con un aumento dei pacchetti vacanze nazionali dell’ 1,9%. Trascorrere qualche giorno in albergo, in pensione o in altri tipi di strutture ricettive può costare anche il 2,6% in più. In generale, l’ inflazione di fondo, al netto delle componenti più volatili, come i beni energetici e gli alimenti freschi, sale allo 0,6% (a gennaio era 0,5%). Dopo avere fatto i conti, Federconsumatori e Adusbef sostengono che ogni famiglia pagherà 173 euro in più l’ anno. Secondo il Codacons, sommando a questi tutti gli altri aumenti il conto sarebbe molto più salato: 450 euro. Più pesante la stima dell’ Unione nazionale consumatori: per una coppia con due figli l’ aumento del costo della vita sarebbe addirittura di 570 euro. Preoccupata la Confcommercio: «Potrebbe essere intaccata la capacità di spesa delle famiglie in un contesto di rallentamento dell’ occupazione dentro un quadro di crescita insufficiente». E la Confesercenti aggiunge: «In assenza di una crescita sostenuta, una ripresa dell’ inflazione rischia di frenare i consumi».
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