Petrolio Brent a 60 dollari E la benzina costa di più
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Effetto vaccini sui mercati, partire da quello del petrolio, tornato brillante negli ultimi giorni grazie alla vera e propria iniezione di fiducia arrivata con i progressi della campagna vaccinale. Il nuovo ottimismo degli investitori, rafforzato dal piano di stimolo da 1.900 miliardi di dollari elaborato dalla presidenza Biden negli Stati Uniti, hanno spinto al rialzo i prezzi del greggio, portando il Brent, il petrolio di riferimento europeo quotato sulla piazza di Londra, valicare la soglia dei 60 dollari al barile. Un livello che non si vedeva dai tempi pre- oltre un anno fa. Il prezzo è salito a 60,5 dollari, il massimo dal gennaio 2020, trascinando con sé i titoli petroliferi in Borsa. Il Wti, il petrolio americano, ha toccato i 58 dollari al barile, tornando anche in questo caso al livello di oltre un anno fa. convincere i mercati nelle ultime ore è stata la ripresa del traffico marittimo, in atto soprattutto in Asia e in Cina, fattore chiave della ripresa. Venerdì il numero di petroliere che navigavano verso il Paese è salito ai massimi da sei mesi e l’amministratore delegato di Royal Dutch Shell, Ben van Beurden, ha certificato che le vendite di carburanti sono tornate nell’area ad una «crescita significativa». Allo stesso tempo, anche la domanda indiana è tornata quasi ai ritmi pre- facendo lievitare la richiesta di combustibili. picco del prezzo del petrolio di ieri è stato raggiunto dopo la crescita praticamente costante registrata nelle ultime settimane, da quando cioè Joe Biden ha annunciato il maxi- di spesa per il rilancio dell’economia americana che, secondo la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, garantirà – se approvato nella sua interezza – il ritorno l’anno prossimo alla piena occupazione. Nei primi giorni del 2021, il Wti quotava infatti ancora 47 dollari, mentre il Brent ondeggiava tra i 50 e 51 dollari al barile. Da allora, l’andamento è stato progressivamente al rialzo, con effetti inevitabili anche sul prezzo dei carburanti. Per quanto la relazione tra quotazioni internazionali e listini dei distributori non sia del tutto immediata, il prezzo di benzina e diesel ha comunque risentito delle variazioni, anche perché a crescere sono state in questi giorni anche le quotazioni dei prodotti raffinati nel Mediterraneo. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, il prezzo medio nazionale praticato della benzina, modalità self, è salito a 1,494 euro al litro (da 1,486 euro di venerdì) con i diversi marchi compresi tra 1,490 e 1,515 euro al litro, mentre le no logo si attestano su una media di 1,471 euro. Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in self, è invece di 1,367 euro al litro (contro 1,358 euro di venerdì), con le compagnie posizionate tra 1,359 e 1,392 euro al litro. numeri salgono al servito, con il prezzo medio della benzina a 1,636 euro al litro, e picchi nei distributori oltre 1,7 euro al litro, e il diesel a 1,514 euro al litro, con massimi a 1,58 L’Unione nazionale consumatori segnala che, secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, gli aumenti vanno avanti dal 16 novembre scorso, con un aggravio su un pieno di 50 litri di oltre 4 euro sia per la benzina che per il gasolio. Il Codacons calcola invece da maggio aumenti del 9%
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