7 Marzo 2008

Petrolio a quota 106, ma per la benzina arriva il minibonus

Sempre più in alto. Il petrolio vola. Sfiora quota 106 dollari al barile (105,97). E mette in fibrillazione gli automobilisti che già temono nuove amare sorprese ai distributori. Ma il dicastero per lo Sviluppo economico annuncia che forse già oggi il decreto per la sterilizzazione dell`Iva sui carburanti dovrebbe avere l`ok definitivo. E ridurre così il prezzo al consumo fino a 2 centesimi. “Lo Stato – ha detto il ministro Pierluigi Bersani – non vuole essere cointeressato agli aumenti registrati dal prezzo della benzina, dovuti all`impennata del greggio. Ma la decisione di attuare la norma della finanziaria è anche un segnale al mercato“. Poca cosa per i consumatori per i quali “il provvedimento arriva troppo tardi e rappresenta troppo poco per gli italiani“. La loro richiesta è una riduzione più drastica, di almeno 8 centesimi di euro al litro, se si vuole davvero aiutare le famiglie alle prese con una nuova stangata legata al caro-petrolio. “Più volte nel corso degli ultimi mesi il governo dimissionario – spiega Carlo Rienzi numero uno del Codacons – ha promesso ai cittadini una riduzione del prelievo fiscale sui carburanti per far fronte al caro-pieno, riduzione che chiedevamo da anni. Tuttavia queste promesse sono rimaste sempre sulla carta e a pagarne le conseguenze sono stati i cittadini. Un taglio del prezzo della benzina di 2 centesimi al litro – conclude – appare del tutto inadeguato e insufficiente, se si pensa che nel corso degli ultimi cinque anni gli automobilisti hanno dovuto sborsare oltre 67 miliardi di euro solo per i prelievi fiscali sui carburanti“. Sarà, ma quel che non è ancora chiaro è a cosa si agganci il rialzo delle ultime settimane. “La frenata dell`economia su scala globale dovrebbe raffreddarli – spiega Masood Ahmed, direttore delle relazioni esterne dell`Fmi – Come abbiamo ripetuto più volte, c`è da vedere se sia un fenomeno legato all`aumento della domanda o a una carenza delle scorte: la nostra sensazione – continua – è che ci sia un aumento della domanda, ma la frenata dell`economia mondiale dovrebbe portarne un rallentamento“. È uno scenario complesso, c`è anche da capire se le ragioni dell`aumento siano legate al crollo del dollaro o una manovra speculativa“. E anche i gestori dicono la loro. “Un ruolo essenziale nel contenimento dei prezzi al pubblico dei carburanti è venuto dall`azione della nostra categoria e dalla contrazione del ricavo industriale lordo“, spiegano in una nota unitaria Faib, Fegica e Figisc. “La situazione – continuano – si è fatta estremamente preoccupante per la nostra categoria che continua ad avere un margine fisso per litro, sganciato dal prezzo al pubblico dei carburanti“. Infine, Michele Marsiglia, presidente della FederPetroli Italia aggiunge che “quando si parla di investitori o speculatori, non s`intende la nostra categoria, ma altri che speculano con operazioni di asset allocation anche sull`oro nero, come sui cereali o su metalli preziosi. La giusta politica – aggiunge – è anche quella di fare informazione in modo corretto e trasparente. Secondo le nostre previsioni il prezzo del greggio crescerà ancora, poi ci sarà un veloce deprezzamento e, infine, si staglierà sulla precedente soglia dei 90 dollari al barile“.

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