“Petrolieri, siate responsabili: giù i prezzi“
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fonte:
- la Repubblica
Ogni auto in Italia paga 45 euro in più della media Ue la benzina Listini ritoccati all`ingiù
I produttori: riconosciuto il divario strutturale
A Filicudi il distributore più caro d`Italia: 1,78 euro al litro
“Giù i prezzi, siate più responsabili“. La sferzata del ministro Pierluigi Bersani ai vertici delle grandi compagnie dopo l`incontro con l`Unione petrolifera fotografa l`anomalia italiana. Vale a dire quei 4 centesimi in più della media europea registrati al 6 agosto per benzina e gasolio che, qualora fossero consolidati su base annua, costerebbero più di 1,85 miliardi di euro agli automobilisti del Bel Paese. E visto che in Italia circolano oltre 40 milioni di veicoli la “tassa impropria“ risulterebbe di oltre 45 euro per veicolo, compresi camion, motociclette, autobus e motorini. Durissime le critiche dell`opposizione e dei consumatori che hanno giudicato l`incontro “inconcludente“ mentre le associazioni dei benzinai lo hanno bollato come “una passerella mediatica“ del ministro. Quanto alla grande distribuzione sollecita una “liberalizzazione vera“ del settore. In realtà gli effetti del summit di ieri sono stati sostanzialmente due. Primo: la moral suasion di Bersani e del suo consigliere per l`energia il senatore Umberto Carpi, che già aveva convinto nei giorni scorsi le compagnie ad abbassare i prezzi, continua a macinare risultati. Ieri Esso, Shell e Tamoil hanno ritoccato i listini all`ingiù: Esso, ha tagliato quasi un centesimo e mezzo; Shell mezzo centesimo e Tamoil 2 millesimi. Tutte e tre le compagnie avevano già limato i prezzi l`altroieri. Secondo: il ministro può marcare stretto i petrolieri incontrandoli una volta al mese per esaminare l`andamento dei prezzi internazionali e trovare parametri condivisi per misurare l`andamento dei prezzi stessi. Un problema serio perché ogni compagnia fa i suoi conti con metodi diversi. Quanto ai petrolieri, al termine di un incontro teso durante il quale non sono mancate le polemiche ottengono il riconoscimento “del divario strutturale“ dice Pasquale De Vita, presidente dell`Unione petrolifera, “che il mercato nazionale rispetto al resto d`Europa e per il quale si sta intervenendo in sede legislativa“. Questo vuol dire che la rete italiana non è competitiva e che l`industria, almeno a parole, appoggia la riforma Bersani che sarà esaminata in settembre dal Senato. Secondo uno studio di Nomisma nel periodo 2000-2007 il prezzo della benzina in Italia si è mantenuto mediamente 3,8 centesimi sopra la media europea. Su questo differenziale, 1,5 cent sono da attribuire alla scarsa diffusione del self service, 1,1 cent alla scarsa flessibilità commerciale, 0,8 cent legati al maggior numero di impianti e 0,4 al fatto che la grande distribuzione è presente nel settore solo in modo marginale. Nel nostro paese, ad esempio, ci sono ben 23 mila distributori contro i 13 mila della Francia; solo il 28% è self-service contro una media del 99% in Germania, e del 97% nella Gran Bretagna ed in Olanda. E ieri è spuntato anche il distributore più caro d`Italia: a Filicudi con 1,78 euro al litro per la verde. In questa cornice la riduzione delle accise sulla benzina per ammortizzare le fiammate improvvise dei prezzi passa in secondo piano. Dice Bersani: “Tra settembre e ottobre, in un modo nell`altro questa cosa si farà“. I consumatori, però, non sono d`accordo. Carlo Pileri, presidente dell`Adoc, non condivide la scelta di rimandare a dopo l`estate l`intervento sulla “sterilizzazione dell`Iva“, quando i flussi di traffico sono ormai finiti. Mentre il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma e all`Antitrust chiedendo che sia aperta un`inchiesta per “indagare le ragioni degli strani aumenti della benzina e del gasolio in occasione degli esodi festivi degli italiani“. Quanto all`opposizione, sostiene per bocca del leghista Calderoli che “se i prezzi della benzina non scendono è colpa del governo“. Mentre Volontè dell`Udc parla di “un bluff di Bersani“. Accusa: “Non è un caso che gli unici soddisfatti siano i petrolieri e la coppia Conad-Coop. Di sconti significativi rispetto ai prezzi europei nemmeno l`ombra“. Quanto al ministro ribatte che se “l`opposizione vuole veramente che calino i prezzi dei carburanti ha davanti a se una buona opportunità: votare in Senato il provvedimento che liberalizza il settore“.
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