7 Marzo 2009

Pessimo tempismo, opinabile scelta

Pessimo tempismo, opinabile scelta. Si esprimono così i rappresentanti cittadini delle associazioni dei consumatori Adoc e Adiconsum all’indomani dell’annunciato rincaro dei prezzi d’accesso alla Reggia. «Una decisione che, pur attesa da anni, arriva nel momento più sbagliato» commentano Alessandro Tartaglione, presidente Adoc, e Vincenzo Pesce, presidente Adiconsum. «Il calo di presenze alla Reggia è già preoccupante adesso – sottolinea Tartaglione – figuriamoci a valle di un rincaro che, seppur irrisorio rispetto ai target nazionali e internazionali, arriva nel momento più infelice dell’economia nazionale. Non solo: a seguito dell’interminabile cantiere antistante la Reggia, tour operator e alberghi continuano a registrare annullamenti di prenotazioni. Si pensi prima a rendere la Reggia presentabile e accessibile, e poi si valuti l’ipotesi di alzare i prezzi. Tutto ciò, a mio avviso, rappresenta l’ennesima riprova di un problema diffuso in tutto il sistema turistico casertano, affidato ad un management inconsapevole e poco accorto». Stessi toni usati dal segretario provinciale dell’Adiconsum Vincenzo Pesce: «Continua a piovere sul bagnato per i consumatori che, oggi, arrivano a stento alla seconda settimana del mese. E tra crisi occupazionali e prospettive poco rosee all’orizzonte, si pensa di aumentare il biglietto d’accesso alla Reggia, per giunta senza consultare le associazioni dei consumatori. Avremmo potuto almeno concertare l’aumento, visto che siamo l’anello di congiunzione diretto con la gente che spende, ossia con il primo ingranaggio del motore economia che rischia di grippare».  Fuori dal coro, invece, Maurizio Gallicola, presidente della Codacons Caserta, che plaude all’iniziativa fin troppo attesa. «Era ora – commenta – che la Reggia uscisse da un prezziario da bancarella, rispetto a tutti i monumenti del mondo. E se si considera che addirittura a Firenze si sta valutando l’ipotesi di far pagare un ticket d’accesso al centro storico, figuriamoci come possa indignare un aumento legittimo ed irrisorio per uno dei monumenti più importanti d’Italia». E a commento delle cifre, che passano da 4 a 6.50 euro per la visita agli appartamenti storici e alle mostre, e da 2 a 3 euro per il Parco e i Giardini, Gallicola aggiunge: «Mi auguro che il rincaro coincida con un miglioramento dei servizi offerti al pubblico. Il problema che, nel caso della Reggia, ancora vede tutti al palo è lo scollamento con la città. La Reggia non è mai stata volano dell’economia e dell’indotto casertano. E se un moto di dignità oggi ci consente di non svendere più il nostro monumento ai turisti, ancora si attende altrettanto sentimento per smuovere un indotto impaludato da sempre». Comune a tutti una considerazione. «Se almeno i soldi che la Reggia incassa restassero alla Reggia stessa». E ritorna l’ipotesi, sostenuta dai politici casertani a Montecitorio, di svincolare Palazzo Reale dalle casse dello Stato. Un idea già adottata con successo in molte realtà italiane e campane, depositata nei mesi scorsi dalla deputata Giovanna Petrenga come bozza di legge, e che pone alla gestione della Reggia un Comitato dove, allo stesso tavolo, siedono il pubblico e il privato: la Soprintendenza, e quindi lo Stato, la Regione, la Provincia, enti privati e i sindaci di tutti i comuni sul cui territorio giacciono beni borbonici.

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