28 Settembre 2019

Pesce per due: 430 euro Ira delle turiste giapponesi

roma, scontrino sui social. si scatena un putiferio
ROMA NON che in Giappone il pesce lo regalino, visto che il tonno rosso – magari arrivato proprio dal Mediterraneo – è quotato fino a 10mila euro al chilo. Ma le due turiste nipponiche che il 4 settembre si sono avventurate tra i seduttivi locali vicino a Castel Sant’ Angelo, sognando un profumato abbinamento di pasta e di pesce, una cena da 429,80 centesimi non se l’ aspettavano proprio. Invece l’ impietosa transazione telematica del ristorante Antico Caffè di Marte, in via Banco di Santo Spirito, recita proprio così: importo 349,80 euro, mancia 80 euro. Puntualmente saldati. TORNATE in patria, le due signore postano su Facebook la ricevuta della carta di credito scatenando riprovazione e dibattito sia in Italia sia in Giappone. Cos’ avranno mai mangiato le fameliche turiste per pagare una cifra così alta senza entrare in un pluristellato Michelin? A loro dire, nulla più di uno spaghetto al cartoccio con pesce e una bottiglia d’ acqua. Con stoicismo orientale pagano e venti giorni dopo servono la vendetta sui social. Subito altri non affezionati avventori si palesano in rete accusando il locale di spremere i clienti. Pesce cerimoniosamente pesato, sì, ma poi conti sempre troppo salati. Con riferiti sospetti di sòla, come quella che le turiste giapponesi denunciano assumendosene la responsabilità. Il proprietario del ristorante non perde la calma: «Da noi il pesce è fresco e il cliente lo sceglie al banco controllando il peso». Ma nel pomeriggio, quando la pressione del caso cresce, affida la reputazione del locale allo studio legale Scorza & Associati. L’ avvocato Scorza, in una nota, prima imputa alle due turiste la strumentale dimenticanza dello «scontrino fiscale con il dettaglio dei piatti consumati», poi rinfresca loro la memoria sul menù della serata: «Tonnarelli cacio e pepe, due grigliate di pesce fresco misto, grigliata di verdure, oltre bevande e servizio al tavolo». Forse gradito, vista «la mancia di 80 euro». IN OGNI CASO, «i documenti giustificativi fiscali/amministrativi relativi alla transazione, dal cui esame ben potrà essere rilevata la specificità di quando consumato, sono a disposizione delle autorità», chiarisce il legale, «con riserva di richiedere i danni» conseguenti al can can planetario. Le associazioni degli esercenti e dei consumatori tuttavia non minimizzano: «Quanto accaduto è molto grave», dichiara il presidente di Fiepet-Confesercenti Claudio Pica. Di fronte a questo «danno d’ immagine per tutta la categoria, chiediamo l’ intervento dei carabinieri e della polizia turistica di Roma Capitale». «Se saranno accertate scorrettezze e furberie, al locale dovrà essere ritirata definitivamente la licenza», intima il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Il peso e la composizione di due freschissime grigliate di pesce orienterà il legal thriller Roma magnona. Si accettano scommesse sul prossimo scontrino. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giovanni rossi

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