6 Marzo 2020

Perugia, l’ appello di Santopadre «Danno doppio, ora aiutateci»

«governo e federazione valutino con attenzione le ingenti perdite che i club dovranno affrontare»
PERUGIA Il presidente del Perugia, Massimiliano Santopadre, mette sotto i riflettori la situazione difficile che le società di calcio dovranno affrontare con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che impone, lo svolgimento delle gare a porte chiuse. Santopadre parla anche da imprenditore e da consigliere della Lega B. Rischio dissesto e fallimento. Possibilità concrete per le piccole realtà. «Ora chiediamo al Governo di capire cosa sta accadendo a noi imprenditori, che nel caso dei presidenti di calcio sono doppi imprenditori a cui si presenta, di conseguenza, un doppio problema». Quella di Santopadre non è nemmeno una lamentela per il provvedimento del Governo di chiudere gli stadi agli spettatori, «la salute è il bene primario da preservare», bensì una richiesta, alle istituzioni, di restare vicino a chi crea posti di lavoro e ricchezza per il Paese. «Spero che dopo questo primo momento che ha imposto, giustamente, quello di trovare soluzioni all’ emergenza nel garantire la massima salute possibile ai cittadini, ne segua un secondo che venga incontro alle nostre esigenze di azienda». Ma come? Le idee possono essere diverse come suggerisce lo stesso Santopadre. «Il danno economico che si riceve dal mancato introito degli incassi da botteghino, sempre premettendo l’ importanza e la priorità della salute della gente, va recepito dal Governo e anche dalla Federazione – continua Santopadre – . Ne stiamo discutendo all’ interno della Lega Serie B e con il presidente Balata per avanzare alcune proposte quali una sospensiva a livello contributivo e, inoltre, deroghe di alcune scadenze federali. Stiamo parlando di un decreto, quello della Presidenza del Consiglio dei ministri, che non durerà una o due giornate ma un mese. Il governo e la Federazione valutino quindi con attenzione le ingenti perdite che le società di calcio dovranno affrontare, per evitare dissesti o addirittura fallimenti che colpirebbero intere comunità, territori e persone nei loro posti di lavoro». Mancati incassi e anche il nodo-rimborsi per gli abbonati. Il Frosinone ha scelto di farlo attraverso un voucher che potrà essere utilizzato per l’ abbonamento della prossima stagione o allo store della squadra. Per il Codacons «In caso di limitazioni al pubblico per gli incontri calcistici, chi ha in mano biglietti e abbonamenti ha diritto al rimborso, al pari di quanto sta avvenendo per biglietti aerei e pacchetti vacanza non usufruiti a casa del coronavirus. In particolare le società dovranno restituire agli utenti la parte di abbonamento allo stadio non goduta, proporzionale al numero di partite disputate a porte chiuse. Se le società calcistiche rifiuteranno di disporre rimborsi, scatterà nei loro confronti una maxi-class action promossa dal Codacons per conto di migliaia di utenti danneggiati nei loro diritti fondamentali». Per quanto riguarda il Perugia solo nei prossimi giorni si conosceranno le decisioni in merito e le modalità dell’ eventuale rimborso. F.M.

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