29 Marzo 2008

“Perso mezzo milione al giorno“

A Bruxelles la mozzarella con diossina non fa più paura, la Francia annulla in poche ore la decisione di bandire il prodotto, il governo italiano tira un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Ma il calo di vendite pesa già come un macigno e il mercato della specialità bufalina, messo in ginocchio dalla psicosi, cerca disperatamente un punto d`appoggio per risollevarsi dalla crisi. L`incasso perduto ogni giorno è pari a circa mezzo milione di euro, secondo la stima di Coldiretti. Che intanto lancia un nuovo allarme: la paura del prodotto italiano potrebbe lasciare spazio a tonnellate di formaggio pseudo-bufalino, made chissà dove, assolutamente incontrollabili dal punto di vista della sicurezza alimentare. Di crollo verticale parla la Confederazione agricoltori, sollecitando “lo stato di crisi del settore, con notifica preventiva a Bruxelles per dare un reale sostegno finanziario, e una campagna promozionale per offrire ossigeno al comparto“. Meno 60 per cento dal punto di vista commerciale, incalcolabile il danno d`immagine. Al fianco di allevatori e produttori scende in campo il Codacons, pronto a sostenere una class action per il risarcimento in mancanza di provvedimenti d`emergenza a sostegno della categoria. L`associazione Altroconsumo, invece, getta benzina sul fuoco: “Bisogna pubblicare subito i nomi dei caseifici fuorilegge. In caso contrario, meglio non comprare mozzarella“. Degli 83 allevamenti messi sotto sequestro, 12 sono stati sbloccati mentre per altri 20 c`è conferma di positività alla diossina. “I sigilli resteranno per 90-120 giorni – spiega il sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta – il tempo necessario perché il bestiame possa smaltire la sostanza tossica“. In commissione europea si cerca intanto di ridimensionare l`allarme: perché il formaggio a rischio possa far male alla salute, dicono gli esperti, ne dovremmo mangiarne quattro chili a settimana. “La crisi internazionale della mozzarella è risolta. In due o tre giorni ci lasceremo questa vicenda alle spalle“: così il ministro degli esteri Massimo D`Alema annuncia, a Napoli, che l`Italia ha superato l`esame di Bruxelles. “Tutto è bene quel che finisce bene – rilancia da Friburgo il presidente del consiglio Romano Prodi – a un allarme forse eccessivo è seguita una diligente analisi della situazione“. Soddisfatto Paolo De Castro, ministro delle politiche agricole: “Ce l`aspettavamo, perché abbiamo svolto un attento e meticoloso lavoro per tranquillizzare l`Europa e i consumatori“. Le disavventure del formaggio di bufala condiscono anche la campagna elettorale. Per Berlusconi “una vicenda di assoluta e negativa attualità“ che con l`emergenza rifiuti costituisce “la rovina dell`immagine italiana“; Veltroni denuncia un tentativo di recuperare voti “con i latticini che stavano già invadendo i tg. Ma l`efficienza dei controlli pubblici ha spento la crisi“; “Una vergogna e un dramma – commenta Bossi – ho visto su internet una foto falsa con mucche al pascolo nell`immondizia“. La giunta regionale della Campania, nel frattempo, stanzia un milione e mezzo di euro per ritirare e distruggere il latte di bufala contaminato: l`operazione sarà coordinata da una task force composta da Arpac, Osservatorio sicurezza alimentare, Istituto zooprofilattico e università Federico II. E il presidente Bassolino annuncia “massimo rigore nei controlli“.

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