«Persiste la presenza dei veleni Pfoa e Pfib»
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fonte:
- La Stampa
Grazie al grande rilievo nazionale della tambureggiante campagna di Medicina Democratica per l’ eliminazione del Pfoa, finalmente Solvay aveva annunciato, addirittura sottoscritto con i sindacati «per assicurare la massima sicurezza dei lavoratori e dell’ ambiente», entro il 2012 la messa al bando nello stabilimento di Spinetta di questo micidiale acido perfluorocatanico. Siamo arrivati al 2013. Si dimostra che aveva più probabilità di avverarsi la profezia dei Maja. Medicina democratica per anni ha denunciato all’ opinione pubblica nazionale che la presenza di Pfoa era stata trovata («monitorato» nel testo sindacale) dalla stessa azienda nelle vene dei lavoratori, alcuni dei quali addirittura donatori di sangue. Il Cnr l’ ha trovato alla foce del Po, dopo che ha percorso 600 chilometri. Perché è indegradabile nell’ acqua (però bioaccumulabile nei tessuti viventi). E’ scaricato a Spinetta dalla Solvay, già sotto processo per lo scandalo del cromo esavalente e altri 20 cancerogeni. Dalla Bormida finisce in Tanaro e poi in Po. L’ acqua conteneva concentrazioni enormi di Pfoa: fino a 1.500 ng/l, quando altri fiumi italiani ed europei non superano mai 1-20 ng/ l. Il Pfoa, acido perfluorottanoico, è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato nella catena alimentare. Sono copiose le risultanze del mondo scientifico internazionale che abbiamo consegnato nei nostri esposti alla Procura: Environmental Protection Agency, Comitato nazionale biosicurezza e biotecnologie, Codacons, Wwf, Greenpeace, Istituto di ricerca delle acque, Joint Research Centre di Ispra, Istituto superiore di sanità, Fondazione Maugeri, Ministero ambiente, Parlamento europeo ecc. Medicina democratica ha chiesto di vietare la pesca in Bormida, Tanaro e Po, di vietarne l’ uso potabile, di vietare le donazioni di sangue dei lavoratori Solvay e di eliminare lo scarico dei veleni in aria e acqua. Mentre in Italia mancano limiti di legge (colpevolmente, come era per l’ amianto), il Pfoa, utilizzato per il Teflon delle padelle antiaderenti e per il GoreTex dei tessuti, è stato finalmente messo al bando negli Usa, dopo 101,5 milioni di dollari sborsati dalla Du Pont per risarcire la popolazione, quando l’ Environmental Protection Agency l’ ha trovato nel sangue e nei cordoni ombelicali, dopo aver accertato nelle cavie tumori, soprattutto al fegato, interferenze al sistema endocrino, alterazioni degli ormoni tiroidei, cancro alla tiroide, ecc. In Italia, ha confermato il Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie. Così ha fatto l’ Istituto superiore di Sanità. Il Codacons ha chiesto di sequestrare 150 milioni di pentole di Teflon. Ma intanto siamo al 2013 anche con il Pfoa. Come se non bastasse il killer più temuto, il Pfib perfluoroisobutene, inodore incolore insapore, sempre nell’ aria, insieme all’ acido cloridrico ecc.… è in attesa dei dati Arpa e dell’ apertura del nuovo filone processuale.
medicina democratica alessandria
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