3 Maggio 2014

Perse 103mila euro «Li risarcisca la banca»

Perse 103mila euro «Li risarcisca la banca»

IL GIUDICE del tribunale di Forlì, Francesco Cortesi, ha dato ragione a un imprenditore forlivese che perse 103mila euro di obbligazioni nella Lehman Brothers. Denaro polverizzato a causa del fallimento, nel settembre 2008, della banca americana. Nella sentenza numero 169 del 2014, il giudice del tribunale di Forlì ha decretato che il contratto firmato tra l’ imprenditore e la Unicredit – che attivò poi l’ investimento – è da ritenersi nullo; l’ istituto di credito è stato così condannato al risarcimento dell’ intera somma investita. «La sentenza – afferma l’ avvocato Bruno Barbieri, vice presidente Nazionale Codacons (Coordinamento delle associazioni dei consumatori) – rafforza la tutela dei consumatori». Oggetto del contendere, il contratto sottoscritto tra Unicredit e l’ imprenditore forlivese. Il quale contestava la validità dell’ accordo; nel suo ricorso, l’ avvocato Barbieri sosteneva che «la banca aveva autenticato la firma del cliente, senza apporre la propria. E un contratto non sottoscritto da entrambe le parti (in base all’ articolo 23 del testo unico delle intermediazioni finanziarie) resta una semplice proposta contrattuale ma non assurge a contratto concluso» sostiene Barbieri. Secondo il quale «la banca non poteva investire i soldi del cliente». La Unicredit ha contestato il ricorso, sostenendo di aver fatto firmare un successivo contratto al cliente. Il quale aveva però disconosciuto l’ autenticità della firma. La banca aveva allora chiesto una perizia grafologica, «che però – sostiene l’ avvocato Barbieri – non si è potuta svolgere in quanto la banca non è stata in grado di produrre in giudizio l’ originale del contratto quadro». Da qui la sentenza del giudice Cortesi, che ha dato ragione al cliente di Unicredit.
 

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