26 Gennaio 2013

Perrone: «Mai saputo che l’ iter fosse concluso»

Perrone: «Mai saputo che l’ iter fosse concluso»

Il riclassamento L’ aumento degli estimi catastali è avvenuto su input dell’ amministrazione comunale che, dopo il censimento degli immobili, ne ha deciso la rivalutazione. Questo perché, soprattutto nel centro storico, molti edifici con rendita catastale bassa avevano, dopo i lavori di ristrutturazione e restauro, visto aumentare di parecchio il proprio valore di mercato La rendita catastale In seguito alla rivalutazione, l’ Agenzia del territorio ha provveduto ad aggiornare anche la rendita catastale, che è la base imponibile utilizzata ai fini del calcolo dell’ Imu, dell’ Irpef e delle imposte sui trasferimenti immobiliari. Dal 2013, quindi, i cittadini leccesi dovranno fare i conti con una imposta sugli immobili molto più salata, anche a causa dell’ aumento delle aliquote Imu su prime e seconde case La denuncia Secondo il capogruppo di Lecce bene comune, Carlo Salvemini, l’ aumento si aggira intorno al 20% e interessa il 95% circa del territorio comunale, inclusi il centro storico e piazza Mazzini. I consiglieri del Pd Antonio Rotundo e dell’ Udc Luigi Melica hanno chiesto che il Comune facesse ricorso al Tar contro l’ aumento delle rendite catastali, ma il direttore regionale dell’ Agenzia del territorio, Nicola Fulvio Panetta risponde che l’ aumento non può essere annullato LECCE – È ancora polemica sulla vicenda degli estimi catastali. Per il direttore regionale dell’ Agenzia del territorio, Nicola Fulvio Panetta, il ricorso al Tar annunciato dal sindaco, Paolo Perrone, non servirà perché la richiesta di sospendere l’ iter è arrivata troppo tardi, quando il procedimento era già stato autorizzato dal ministero e avviato. Panetta teme, inoltre, che la sospensione potrebbe portare al riconoscimento di un danno erariale a carico dei suoi uffici. Sindaco, la richiesta è davvero arrivata troppo tardi? «Troppo tardi rispetto a cosa? In realtà noi non abbiamo mai avuto nessuna comunicazione da parte dell’ Agenzia del territorio che ci avvisava che la procedura era terminata. Nel 2010, il riclassamento aveva un senso ben preciso: ristabilire un principio di equità fra le varie zone della città che, a causa di un incremento significativo dei valori di mercato in alcune di esse, era andato perduto. Le rendite catastali risalgono al 1991 e risultano ancora oggi le più basse di Puglia e tra le più basse di Italia. Chiaro che con l’ introduzione dell’ Imu da parte del governo Monti che, di fatto, ha aumentato del 60% le rendite in via coattiva, il riclassamento ci è sembrato non avesse più senso. Di qui, la nostra richiesta di sospensione del procedimento all’ Agenzia del territorio che, comunque, non aveva in quel momento terminato il suo iter. Infatti, questa richiesta é stata votata all’ unanimità nel Consiglio comunale del 20 novembre 2012. Purtroppo gli uffici centrali sono troppo spesso “burocratizzati” e poco elastici nell’ accogliere i cambiamenti di rotta. Nel caso specifico, non c’ è stata alcuna flessibilità nel voler comprendere che l’ introduzione dell’ Imu cambiava lo stato delle cose. Queste sono le nostre ragioni, che sono le ragioni dei cittadini di Lecce. Aspettiamo di conoscere l’ esito del ricorso al Tar». Il direttore suggerisce di abbassare le aliquote Imu per consentire ai contribuenti di compensare, almeno in parte, l’ aumento degli estimi. È una strada percorribile? «Ringrazio il direttore per il suo suggerimento ma, in realtà, ho già chiarito come agirò. Nel momento in cui il Tar non dovesse darci ragione, abbasseremo l’ aliquota Imu. Questo, per evitare che i cittadini, malgrado il riclassamento delle rendite catastali, paghino un euro in più di Imu». Le associazioni dei consumatori chiedono come mai la risposta dell’ Agenzia del territorio all’ amministrazione comunale sia stata portata a conoscenza dei consiglieri con tanto ritardo. «Quale ritardo? Non mi risulta. Il diniego dell’ Agenzia del territorio peraltro era stato già anticipato attraverso alcune interviste realizzate al direttore Panetta. Abbiamo presentato la richiesta in tempo utile, nessuna notifica era stata allora effettuata, quindi il procedimento non era concluso. Non appena ricevuta risposta negativa, e sempre nei termini, abbiamo deciso di presentare ricorso al Tar. Durante la seduta del Consiglio comunale dell’ 11 gennaio 2013 abbiamo poi reso pubblico il diniego dell’ Agenzia. Non sarebbe cambiato proprio nulla se l’ avessimo comunicato a Natale o in qualunque altra data. L’ importante era essere, come di fatto siamo, nei termini per fare ricorso. Ecco perché considero qualsiasi altra lettura della questione solo frutto di inutili polemiche». Il Codacons, infine, la invita a dimettersi per questa decisione che graverà sulle tasche dei leccesi. Che cosa risponde? «Rispondo che se dovessi rassegnare le mie dimissioni alle richieste di ogni quisque de populo, mi dovrei dimettere cento volte al giorno. L’ amministrazione continua sulla sua strada, come ha sempre fatto. Abbiamo affrontato Mediobanca per via Brenta; abbiamo intrapreso una difficile battaglia contro il governo per la questione Imu; oggi affronteremo anche la questione “riclassamenti” con l’ Agenzia del territorio. Cambiano gli interlocutori, ma non il mio obiettivo, che è sempre lo stesso: gli interessi della mia comunità». Francesca Mandese RIPRODUZIONE RISERVATA.

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