28 Luglio 2001

Pericolo zanzare…

A MANI NUDE

E a Pavia un campionato europeo di ?caccia“

ROMA – Regione che vai zanzara che trovi. Nel sud Italia c?è il pappatacio, piccolo e scuro. A Roma si lotta da anni contro la ?tigre“, che è la più cattiva. Nel pavese, i cinefili fanno i conti con quella che trasmette la filaria, una malattia che colpisce i cani. Mentre a Milano volano indisturbati nugoli di zanzare comuni, ?classiche“ come il tormento che procurano a chi resta in città.
Le specie son diverse, ma in ogni angolo d?Italia l?esigenza è la stessa: dare la caccia al fastidioso insetto. E in vista di questo fine comune si mettono in moto tutti: Asl, municipi e privati cittadini. I primi con campagne di prevenzione e disinfestazione, per bonificare le aree più colpite e ridurre al minimo i focolai di incubazione. I secondi ricorrendo ai tanti metodi, più o meno naturali, per allontanare e uccidere gli insetti: spray per la pelle, zampironi, fornelletti elettrici, candele all?essenza di citronella.

Nella lotta alla zanzara, il comune di Roma è un vero capofila. La città comincia oggi a raccogliere i frutti di una vasta campagna, condotta negli ultimi anni contro la specie tigre. Disinfestazione, ordinanze del sindaco, mappature del territorio, campagne di informazione: tutto per limitare la presenza in città di serbatoi di acqua stagnante, luoghi in cui l?insetto depone le uova e si riproduce. «Il grosso del lavoro è stato fatto negli anni passati», riferisce Giovanni Bollecchino, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl C di Roma. «Quest?estate ci sono molte meno segnalazioni». Lo confermano anche nelle farmacie: il numero delle ?vittime“ alla ricerca di creme anti-bruciore è diminuito. Da quest?anno, poi, è possibile acquistare al banco il permecid, la sostanza di cui si servono le società di disinfestazione. Assolutamente vietata per le applicazioni sulla pelle, funziona bene per giardini, terrazzi e balconi.

E? guerra aperta, contro le zanzare ma anche contro il Comune, per i cittadini di Milano. Una mamma ha presentato ricorso al Tar per le gravi condizioni in cui versano i suoi due figli a causa delle punture d?insetto. Il Codacons ha rivolto un appello al Ministero della Sanità per porre fine «a un?emergenza che non si era mai presentata così grave». Si mobilitano addirittura i vip. Loredana Bertè, Andrea Pellizzari, Cesare Lanza e Daniele Vimercati hanno creato un comitato anti-zanzara che, in una sola giornata, ha ricevuto l?adesione di oltre 800 persone. L?obiettivo è accertare le responsabilità per la mancata o inefficace disinfestazione e chiedere un risarcimento, che sarà devoluto in beneficienza. Il Comune, dal canto suo, si difende snocciolando l?elenco degli interventi: un sito Internet, un numero verde a cui rivolgersi, dépliant distribuiti ai cittadini. E disinfestazioni nelle aree pubbliche. Il problema, però, è che l?80% del territorio non appartiene al Comune.
I milanesi dovranno quindi arrangiarsi da sé, ricorrendo all?ampio ventaglio di rimedi. Ci sono gli spray, i fazzoletti e i cerotti, realizzati con sostanze sintetiche (dietiltoluamide) o naturali (citronella, geranio, lavanda). Per bonificare gli ambienti si va dal fornelletto a piastrine, agli apparecchi che emettono frequenze disturba-zanzare. Ci sono infine i rimedi da esterno, come le lampade fulminanti, gli aspiratori o gli incensi. Da non dimenticare, poi, le buone regole di comportamento: tenere puliti i giardini ed evitare che l?acqua ristagni nei sottovasi. Ma anche scegliere il giusto abbigliamento e fare attenzione ai profumi: perché le zanzare sono attratte dai colori scuri e dagli odori forti.
Lotta dura, dunque. Anche se c?è chi ricorda che questi insetti servono da nutrimento per gli uccelli: «non si può distruggere l?ecosistema», ammonisce Daniele Scevola, infettivologo presso l?Università di Pavia. La sua città, terra di risaie, con le zanzare ha imparato a convivere. Tutti conoscono i rimedi anti-punture e non c?è casa senza protezioni alle finestre. Segno che, in un mondo in cui delle zanzare non si può proprio fare a meno, chi si organizza gode.

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