13 Settembre 2017

«Pericolo amianto sull’ ex Supercinema»

ieri sera la protesta del comitato spontaneo dei residenti in zona
TRANI. Un cartello, fatto affiggere lo scorso 15 giugno, aveva avvisato i residenti che presso l’ ex Supercinema, in via delle Crociate, si sarebbero avviate, a cura della ditta specializzata Viso edil ecologia, di Castellana Grotte, le opere di messa in sicurezza della copertura in cemento amianto dell’ ex sala cinematografica e teatro. In realtà, nonostante un acconto versato dalla proprietà in favore dell’ impresa esecutrice, il sopraggiungere di ulteriori problemi ha bloccato l’ inizio dei lavori. Tale circostanza, se inizialmente era servita a calmare gli abitanti di quel quartiere, con il passare del tempo li ha ulteriormente indispettiti. E così ieri sera, nei pressi dell’ ex cinematografo, si è tenuto un sit-in in cui gli stessi, insieme con altri soggetti portatori di interessi collettivi, in particolare il Codacons ed il Comitato bene comune, hanno aggiornato l’ opinione pubblica sui pericoli che quel tetto, a loro dire, determinerebbe in danno della popolazione, residente e non. Tra gli altri, il dottor Antonio Lorusso, medico chirurgo, dottore di ricerca in ambiente, medicina e salute. Porta la sua firma una relazione, rilasciata al comitato spontaneo dei residenti della zona a sostegno della loro opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale da parte della Procura della Repubblica. Infatti, a giugno dello scorso anno il sostituto titolare dell’ inchiesta, Alessandro Pesce, aveva chiesto l’ archiviazione del fascicolo nato un esposto dei residenti, depositato nel 2013, aperto a causa per la permanenza del tetto in amianto sull’ ex cinematografo. I denuncianti, proponendo opposizione, hanno intensificato la loro battaglia introducendo sulla scena nuovi elementi a sostegno delle loro tesi. Tra questi, in particolare, la relazione del loro perito di parte che afferma, in primo luogo, che «le coperture in cemento -amianto dell’ edificio “Supercinema” so no in cattivo stato di conservazione e rappresentano un concreto pericolo per la salute pubblica. La valutazione del rischio, effettuata relativamente a quanto emerso dal sopralluogo, indica un livello di rischio alto». Ed ancora, «la metodica di bonifica mediante incapsulamento non rappresenta – aggiunge il professionista -, a motivato parere dello scrivente, un presidio idoneo alla salvaguardia della salute pubblica, data la elevata tendenza allo sgretolamento e rottura del materiale ormai deteriorato». I residenti, dal canto loro, anche soprattutto sulla scorta di questa relazione, chiedono a sindaco e Ufficio tecnico «di essere informati se la società proprietaria dell’ ex Supercinema – scrive il loro portavoce, Antonio Carrabba – abbia o meno presentato i progetti per la bonifica e/o messa in sicurezza operativa della tettoia in amianto». E sollecitano, anche, Provincia, Regione, Soprintendenza, Asl Bt e Nucleo tutela ambiente dei carabinieri, ciascuno per le rispettive competenze, «ai provvedimenti sanzionatori, repressivi ed in autotutela per realizzare le necessarie attività di bonifica della copertura in eternit/amianto dell’ immobile, con esecuzione diretta e rivalsa delle spese sulla proprietà».

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