10 Marzo 2012

Perde ilbimboall’8ºmesedi gravidanza Inchiesta e proteste davanti all’ospedale

Perde ilbimboall’8ºmesedi gravidanza Inchiesta e proteste davanti all’ospedale

I carabinieri, su mandato della Procura di Barcellona hanno chiesto all’ ospedale Papardo di Messina copia della cartella clinica di V. G., 29 anni, residente a Lipari, che ha perso il bimbo all’ ottavo mese di gravidanza. L’ indagine dovrà accertare se il feto era già morto quando la donna è giunta in ospedale. Dovranno anche essere accertati i tempi di arrivo dell’ elisoccorso dalla richiesta e se, come sembra, sarebbero trascorse circa due ore dalla chiamata al 118, tanto da mettere a rischio anche la vita della donna. Nel pomeriggio in prossimità dell’ ospedale c’ è stato un “presidio” di genitori che hanno manifestato tutto il loro sdegno per la gravissima situazione in cui è ridotto il nosocomio eoliano che addirittura da diverse settimane ha anche la sala operatoria chiusa. All’ incontro è anche intervenuto l’ avvocato Paolo Intilisano del Codacons di Messina che ha preannunciato una serie di iniziative. La donna è stata trasportata con l’ elisoccorso al Papardo di Messina perchè all’ ospedale di Lipari non si è potuto effettuare neppure il parto cesareo. Nel nosocomio eoliano, già ridotto ai minimi termini, non è neppure funzionante l’ apparecchio per l’ anestesia (si è in attesa dei tecnici) e di conseguenza per l’ intervento si è dovuta trasferire nella città dello Stretto. Ora nell’ isola continuano a divampare le polemiche attorno all’ ospedale. Per la morte del neonato, il sindaco Mariano Bruno ha chiesto l’ apertura di una indagine al ministro della salute Renato Balduzzi e all’ assessore regionale Massimo Russo. “Ciascuno per la parte di rispettiva competenza – ha scritto il sindaco Bruno – dovrà subito avviare opportuna indagine relativa al decesso di un neonato presso l’ ospedale di Lipari, evento gravissimo che troverebbe causa nel mancato intervento assistenziale e nel ritardo dell’ elicottero, giuste sommarie informazioni assunte. Si segnala che il mancato intervento sarebbe ascrivibile al cattivo funzionamento delle apparecchiature sanitarie. Non risulta, a tutt’ oggi, sia stata esplicata alcuna azione decisiva e risolutiva, da parte degli organi preposti, a favore dei territori delle isole minori ed a garanzia del sacrosanto diritto alla salute, nonostante le costanti e pressanti istanze a ciò finalizzate, riguardo, in modo particolare, al ripristino dei punti nascita. La gravità del caso in esame impone immediate valutazioni e decisioni che siano rispettose dei diritti costituzionalmente garantiti, a tutela della persona e della vita e che stronchino percorsi burocratici assurdi ed inaccettabili, costituenti canali di sofferenza e repentaglio all’ umana esistenza. Mentre i medici studiano a Lipari i bambini muoiono. Ognuno dei responsabili dovrà renderne conto agli uomini e a Dio”. Per la chiusura del punto nascita ci sono già stati cortei, scioperi, denunce (l’ ultima quella del presidente della commissione speciale sanità Giacomo Biviano inviata alla procura per interruzione di pubblico servizio), cartoline al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ordini del giorno approvati in consiglio comunale, incarichi della giunta Bruno ad un legale per ricorrere al tar di Catania contro il decreto dell’ assessore regionale alla salute Massimo Russo, ma fino ad ora la realtà è che alle Eolie non si può più nascere. (*bl*)Le giovani coppie hanno manifestato contro la chiusura del punto nascite nell’ isola che ha costretto la donna al trasferimento a Messina.
 
 
 

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