29 Aprile 2019

Perché il prezzo della benzina ha superato i 2 euro?

il peso delle accise, le fosche previsioni sull’ aumento dell’ iva, il braccio di ferro stati uniti-iran e la guerra in libia tra i motivi dell’ aumento del costo del carburante, con oltre 2 euro al litro in autostrada
Chiunque si sia mosso in auto per i ponti pasquali o deciderà di muoversi per la festa del Primo maggio si sarà certamente reso conto di un dato: la benzina ha raggiunto prezzi record. In autostrada si sono registrati costi fino a 2 euro al litro in certe tratte, mentre nelle principali città il costo medio si aggira attorno agli 1,8 euro al litro per la benzina e gli 1,6 per il diesel. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. Oggi, lunedì 29 aprile, il Codacons presenterà in 104 procure della Repubblica italiana un esposto in cui si chiede “di accertare se i repentini incrementi dei listini di benzina e gasolio degli ultimi giorni possano configurare il reato di aggiotaggio”. L’ associazione teme infatti che un tale aumento non sia giustificato dalle quotazioni attuali del petrolio e possa invece essere frutto di speculazioni, come riporta Ansa. Il ruolo delle accise Inoltre, fanno sapere ancora dalle diverse associazioni di consumatori, i rincari potrebbero essere anche più alti se dovesse scattare l’ aumento delle accise (vere e proprie tasse sul carburante) e dell’ Iva previsto dalle clausole di salvaguardia. E proprio qui si annidano alcune delle cause principali di questa impennata dei prezzi. Secondo le stime, le accise e le tasse che lo stato carica sul costo del carburante peserebbero all’ incirca per 1 euro ogni litro. Di conseguenza, abbassando il prezzo di queste imposte si ridurrebbe anche il costo del pieno al distributore. Strategie e diplomazia Ma le cause dei picchi a cui assistiamo in questi giorni vanno anche ricercate all’ estero e nelle difficili relazioni internazionali con i paesi produttori ed esportatori di petrolio. Recentemente, ad esempio, il presidente americano Donald Trump ha deciso di inasprire le sanzioni nei confronti dell’ Iran colpendo proprio il suo export petrolifero attraverso l’ azzeramento delle esenzioni concesse ai diversi Paesi – Italia compresa – che acquistano petrolio da quello Stato. In questo modo il prezzo al barile ha raggiunto i 66 dollari, toccando il massimo da sei anni a questa parte e causando un conseguente aumento del carburante. Ma sempre sullo scenario internazionale va segnalata anche la drammatica situazione della Libia, che avendo bloccato le esportazioni di greggio ha portato a una scarsità degli approvvigionamenti e quindi all’ aumento delle tariffe, come annunciava il presidente di Federpetroli, Michele Marsigli, qualche settimana fa all’ Adnkronos.

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