Perché si può fare a Milano e non a Roma?
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fonte:
- Italia Oggi
Milano e Roma, due destini contrapposti: la virtù civica e l’ iniziativa da un lato; lo sprofondare nel mondo degli altrimenti-intelligenti costituito dai 5stelle, tuttavia votato massicciamente dalla plebe della capitale. Milano, in verità, non è mai morta. Nemmeno quando le trombe della procura della Repubblica, governata da Francesco Saverio Borrelli, suonavano ogni giorno la carica nei confronti dell’ establishment cittadino e nazionale. E, poi, ha trovato la forza in sé, nei suoi lavoratori, nei suoi imprenditori, nei suoi amministratori di rilanciarsi e di diventare una delle capitali mondiali dell’ innovazione, del buon gusto, dell’ italianità non provinciale, quella che dal Rinascimento in poi ha saputo parlare ai popoli della Terra. Ci voleva l’ Expo (che era il diavolo per i cultori del dio Grillo e del suo vicario Casaleggio) per darle un’ ulteriore spinta. Ecco, l’ Expo è la cartina di tornasole di Milano: proposta da un sindaco, Letizia Moratti, eletto dalle destre; caldeggiata e sostenuta da un presidente del consiglio, Romano Prodi, che della sinistra è stato l’ inventore e, in qualche misura, il distruttore. A Milano sono sorti musei privati a cura delle fondazioni costituite da imprenditori illuminati. In qualche modo, l’ ennesima dimostrazione della filantropia meneghina, di cui in città ci sono mille esempi. Ve ne segnalo uno: la quadreria del Policlinico di via Sforza. Basta visitarla per capire. Obama è andato a Milano per partecipare a una di quelle iniziative nelle quali l’ innovazione si coniuga col rispetto della tradizione e, soprattutto, della salute. Roma è un’ altra cosa. Tanto da spingere il Codacons a chiedere all’ Unesco di cancellarla dai siti «Patrimonio dell’ umanità». Una città senz’ anima né indirizzo, abbandonata ai suoi ratti, alle sue immondizie, al suo disfacimento. A 50 metri da palazzo Chigi, la Galleria Colonna ospita cartomanti; poco più in là in via delle Muratte, con le bancarelle, decine di «vucumprà», spesso il lite tra di loro. Per dire, se fate un giro a Parigi nel centro storico o nelle vicinanze dell’ Eliseo, potete constatare cosa significhi rispetto dei luoghi istituzionali. Falliti tanti sindaci, fallisce la Raggi: Roma sprofonda. © Riproduzione riservata.
domenico cacopardo
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