7 Luglio 2016

Peraboni: li ho incontrati una volta sola

Peraboni: li ho incontrati una volta sola
fiera, la difesa del manager: «con nastasi e pace mai parlato di rinnovo dei contratti»

Sull’ incontro tra Giuseppe Nastasi e Liborio Pace, al centro dell’ inchiesta, con Corrado Peraboni, attuale ad di Fiera spa, per «farsi dare – si legge agli atti – rassicurazioni sul prolungamento del contratto di collaborazione», il manager è netto e perentorio: «Li ho incontrati una sola volta e solo perché il commercialista Pietro Pilello, ex consigliere in Fondazione, mi aveva chiesto di bere un caffè. A mia insaputa ha portato anche questi due signori, che non avevo mai visto e non ho incrociato mai più – dice -. Escludo di aver parlato di rinnovo di contratti, non mi interesso dei fornitori delle controllate». Fiera Milano, dal canto suo, si difende: «Non è emersa nessuna responsabilità penale in capo alla società. Il consorzio Dominus su cui sono focalizzate le indagini è collegato al gruppo da un mero rapporto di fornitura», dicono da Rho Pero. E aggiungono di aver inviato nel 2014 – in occasione di Expo – l’ elenco di tutti i fornitori (propri e della controllata Nolostand) a Prefettura, Dia e Autorità nazionale anticorruzione. Nessuno si era accorto delle connivenze o delle ombre sul consorzio. Dominus aveva ottenuto nel 2013 un appalto triennale da 18 milioni e il contratto, «a fronte di prestazioni soddisfacenti», due mesi fa è stato rinnovato per altri due anni. I magistrati contestano ai dirigenti di Fiera di aver intrattenuto costanti rapporti con Nastasi e Pace, anche se non rivestivano alcuna ufficiale posizione nel consorzio (Nastasi era però figlio del titolare, ndr ). «Stiamo verificando eventuali comportamenti da sanzionare, e stringeremo ancora più le maglie dei controlli in un ambiente sempre più insidioso in Lombardia», è la voce che trapela dalla società quotata. Dominus, esaurito il compito per i padiglioni Expo e non essendoci fiere in estate, fino a settembre non aveva comunque incarichi da svolgere. Verrà indetta una nuova gara, ora, per scegliere un altro fornitore, mentre il management sarà affiancato dal commissario voluto dall’ autorità. Il Codacons ha fatto sapere che si costituirà parte civile, mentre i sindacati chiederanno un incontro con il Prefetto. Commercianti e industriali esprimono sostegno alle attività della Procura. «Ribadiamo il nostro impegno contro l’ illegalità diffusa», sottolinea Mario Peserico, vicepresidente di Confcommercio. Antonio Calabrò di Assolombarda sprona a tenere «altissima la guardia contro corruzione e infiltrazioni» e ad «insistere su una coscienza vigile, tra uomini d’ impresa».
 

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