5 Febbraio 2013

Per uscire dalla spirale si devono tagliare le spese

Per uscire dalla spirale si devono tagliare le spese

 

Per evitare di finire in spirali viziose dalle quali diventa praticamente impossibile uscire, i cittadini in difficoltà economiche devono imparare a tagliare ogni costo superfluo e accettare la necessità di cambiare stile di vita. I passi Togliere il telefono fisso per non pagare il canone, fare la spesa ai discount, vendere l’ auto e persino la nuda proprietà dell’ abitazione: sono questi i passi, alcuni dei quali sicuramente dolorosi, che il Codacons consiglia alle persone che si trovano in difficoltà economiche tali da non sapere più come uscirne. Chi non ricorre all’ usura, spesso finisce con lo strangolarsi con le proprie mani, chiedendo prestiti anche a più finanziarie diverse per far fronti a debiti che in questo modo aumentano lasciando gli incauti protagonisti nell’ assoluta disperazione. Anche alla sede lecchese del Codacons arrivano sempre più cittadini in queste condizioni. «Chi è vittima di casi di usura e non ha il coraggio di denunciarlo alle forze dell’ ordine, difficilmente si rivolge a noi – sottolinea il responsabile dell’ associazione consumatori, Mauro Antonelli -. Però abbiamo davvero molti casi in cui i cittadini non riescono più a far fronte alle rate del mutuo o dei prestiti contratti con banche e finanziarie. Addirittura c’ è chi ha contratto debiti con quattro o cinque finanziarie differenti». La finanziaria è un errore Questo, evidentemente, è il primo errore, perché -spiega l’ esperto -, non si può pensare di saldare un debito quando la situazione di difficoltà economica non sia soltanto passeggera. «Se il momento di disagio finanziario è provvisorio puoi indebitarti, altrimenti peggiori soltanto le cose, perché ti trovi a dover pagare le rate più gli interessi. E’ il caso di molti liberi professionisti lecchesi, ad esempio, che contavano di ottenere così un po’ di ossigeno ma sono andati ulteriormente in crisi». Le finanziarie, in questo senso, non sono prive di responsabilità («in certi casi non dovrebbero concedere il prestito»), ma anche le banche, spesso, ci mettono del loro. «La legge Tremonti permette di sospendere il pagamento delle rate del mutuo, in caso di perdita del lavoro. Ma non è sempre così facile riuscirci». Per uscire da questa spirale, quindi, non resta che tagliare tutto il tagliabile. C. Doz.

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