Per un pugno di alberi
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fonte:
- Il Resto del Carlino
L`avevamo promesso all`indomani dell`ultimo schianto mortale: “il 29 di ogni mese, l`ultimo giorno di Piter Cortesi e Gabriele Merisio, il Carlino verificherà sul campo se qualcosa si è mosso“. Ogni promessa è debito e poi, lasciatecelo dire, questa storia degli alberi che un giorno saranno tagliati e il giorno dopo no l`abbiamo presa a cuore, ce la siamo legata a un dito, come si dice. Sarà per quelle quasi 5mila firme che ci sono arrivate, sarà perchè non ne possiamo più di raccontare ogni volta la stessa sequenza di immagini che finiscono inevitabilmente con un`auto (o camion che sia) fracassata contro un albero. Da quel giorno, era il 29 di aprile, sono passati 3 mesi. Ne abbiamo viste, lasciateci dire anche questo, davvero di tutte. Usiamo il passato remoto perchè il tempo scorre via veloce e i giorni passati si accavallano confusi e speso non lasciano tracce di sè significative. Prima vennero i dibattiti, le discussioni e il comitato per l`abbatimento guidato da quella che per tutti era la “ragazza anti stragi“, Marta Flamigni. Il tutto naturalmente bagnato da fiumi di inchiostro sui giornali. Furono giorni di promesse e appelli dei genitori, di apparizioni in tv e testamenti dei poveri platani. Vennero sbandierate promesse (poi rivelatesi bugiarde) di pattugliamenti continui. E infine, tra un ricorso, una interpellanza e un sottosegretario prima ingombrante e poi uscito improvvisamente di scena, venne il giorno della tanto attesa ordinanza. Siamo al 20 giugno 2002: il Sindaco di Forlì Franco Rusticali ordina l`abbattimento di 330 alberi entro 3 mesi; dichiara: «La mia firma è solo coscienza». Per Codacons e Verdi però tagliare gli alberi è reato: richiedono al Tar la sospensione dell`abbattimento quando ancora restano in piedi 199 platani destinati al taglio. E il Tar, è di pochi giorni fa, accoglie la richiesta bloccando le motoseghe della provincia. Quindi? Chi ha capito con esattezza a che puntata siamo, o se preferite cosa è cambiato della strada maledetta 90 giorni dopo l`ultima vittima alzi la mano. Noi, a scanso di equivoci, siamo andati di nuovo sulla strada. Tempo fa ci muovemmo armati di autovelox; ieri con matita e taccuino abbiamo contato i platani ai due lati della carreggiata dividendoli in tre ordini: quelli già abbattutti, quelli da abbattere e quelli che alla fine resteranno in piedi. Da via Decio Raggi all`ingresso di Meldola fanno ombra sulla carreggiata malmessa 374 alberi, di cui 27 segnati con una X rossa. Per questi ultimi l`abbattimento dovrebbe essere solo una questione di tempo. 130 platani invece a differenza del 29 aprile scorso non ci sono più, al loro posto mucchi di foglie secche accatastati nei fossi laterali e abbozzi di tronchi alti qualche centimetro. La maggior parte dei tagli ha riguardato il lato destro (per chi viene da Forlì) della strada: 81 abbattuti contro i 49 del lato sinistro. Una curiosità: dall`inizio di via Decio Raggi i primi 5 chilometri sono tutti senza alberi. Nei restanti 4.2 che separano dall`ingresso di Meldola, sempre e solo sul lato destro, i platani sono 167. Che significa uno ogni 25 metri. In auto, andando ai 50 all`ora, vuol dire incrociare un platano ogni un secondo e otto decimi.
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