Per un giorno, stop agli acquisti
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fonte:
- l`Adige
Domani anche in Trentino lo «Sciopero della spesa»
Sarà difficile, soprattutto in un giorno di mercato, rinunciare anche al minimo acquisto. Ma, in occasione dello «Sciopero della spesa», previsto per domani, IntesaConsumatori chiede almeno di rimandare la grossa spesa alimentare e il pieno di carburante. «È importante riuscire a dare un segnale – spiega Pasquale de Matthaeis, presidente di Federconsumatori e responsabile Codacons – il Governo deve capire che bisogna prendere provvedimenti per consentire il risparmio alle famiglie». Sotto accusa, dunque, il caro-prezzi. La protesta, fanno sapere le organizzazioni coinvolte, non è indirizzata ai commercianti né all´amministrazione locale (anzi: alcune politiche già in atto in Trentino potrebbero essere proposte per tutta Italia), ma direttamente a Roma. Lo «Sciopero della spesa» è promosso a livello nazionale da IntesaConsumatori, di cui fanno parte Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori.
In Trentino non è presente Adusbef. Segnali di interesse sono però venuti da Confagricoltura e Coldiretti. Domani le associazioni promotrici terranno (dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18) un presidio informativo all´incrocio tra via Oriola e via Oss Mazzurana. Non si esclude la possibilità di un volantinaggio nei piú grandi poli commerciali periferici ed anche, fuori dal capoluogo, nei maggiori centri trentini: Rovereto, Riva del Garda, Tione. Le associazioni chiedono al Governo l´adozione di una serie di provvedimenti «che consentirebbero ad ogni famiglia italiana – spiegava de Matthaeis – di risparmiare oltre 900 euro l´anno».
Tra le proposte potrebbero rientrare alcune politiche già adottate in Trentino: il buono acquisto per i libri al primo anno delle superiori, il «paniere» per bloccare i costi di generi alimentari di prima necessità, l´attenzione per le fasce deboli nelle tariffe dei trasporti pubblici.
Altre idee sono l´eliminazione della legge «salva compagnie» (che consentirebbe il recupero del 20% sull´assicurazione auto), la realizzazione di accordi con le banche per ridurre i costi dei conti correnti, l´abbattimento dell´accisa sui carburanti e i combustibili, che consentirebbe di risparmiare sul pieno e anche sul riscaldamento, che in Italia (secondo le indagini condotte dalle associazioni) si paga piú che in ogni altro Paese d´Europa: 936 centesimi al litro, contro i 319 della Svezia.
Insieme a de Matthaeis, hanno presentato l´iniziativa Silvio Sebastiani (Federconsumatori) e Antonio Licciardello (Adoc): «In Italia – diceva Licciardello – mancano i distributori di benzina presso i centri commerciali, che di solito praticano prezzi bassi per attirare clienti. È poco diffuso il self-service. Vogliamo che il Governo si attivi a livello europeo e che sia reintrodotto il bonus fiscale, per risparmiare sui costi del carburante».
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