22 Ottobre 2013

Per un centesimo perdono il posto in due

Per un centesimo perdono il posto in due

RICCIONE. Perdono il posto in due per un centesimo. Quella monetina richiesta al pensionato di Riccione ha fatto scattare la rimozione del direttore dell’ Inps, Alessandro Romano, e dell’ operatore che ha inviato il bollettino. Un colpo a sorpresa arrivato ieri, dopo che lo stesso Romano si era scusato per l’ accaduto. La notizia è rimbalzata in tutta Italia. Troppo curiosa per non solleticare la curiosità dei media. In sintesi, Emilio Casali di 84 anni ha visto recapitarsi, i primi di ottobre, una richiesta dall’ Inps perché venisse restituito quanto gli era stato dato in eccesso circa 10 anni prima. Ovvero: 1 centesimo. Apriti cielo. Dall’ Inps Rimini, ieri, è esploso un pandemonio: dalla mattina sono scattate le indagini all’ interno dello stesso Istituto di previdenza, con un diretto confronto tra la sede riminese e quella di Roma. E nel pomeriggio, lo stesso Romano, prima che si diffondesse la notizia della sua rimozione, a veva chiarito con un atto di onestà l’ errore: «In questo momento – aveva spiegato – la sede è impegnata nel definire una serie di indebiti tra cui anche quello in oggetto che per una svista al posto di essere annullato è stato notificato con la lettera ben nota. Al fine di contestualizzare la vicenda preciso che la sola sede di Rimini gestisce mensilmente oltre 9.000 indebiti in corso di recupero». Una svista insomma, ma da Roma non hanno perdonato lo sbaglio. Anche perché ci sarebbe, da anni, una procedura ben precisa che impedisce il recupero di “indebiti irrisori” sotto la soglia di 12 euro. E dire che l’ intera vicenda era nata da un debito originario, a carico di Casali, che era più consistente del centesimo notificato il 7 ottobre 2013 e pari a 799,05 euro. Tale importo, aveva precisato ancora Romano prima della sua rimozione, «era già stato recuperato in 8 rate per un totale di euro 799,04 la cui ultima è stata incassata a gennaio 2003». Da quel momento, il pensionato 84enne di Riccione non era stato più nei pensieri dell’ Inps. Almeno fino a pochi giorni fa. A causa di una piccola svista, insomma. Tanto che direttore aveva ribadito: «Il signor Casali non deve tenere conto della comunicazione né effettuare alcun pagamento: ho già disposto l’ annullamento della lettera inviata e l’ indebito è da considerare a tutti gli effetti estinto». E non solo, il direttore era andato oltre: «Mi scuso con il cittadino per il disguido – aveva spiegato mostrando con umiltà – e l’ Istituto opererà in modo che in futuro tale situazione non possa ripetersi». Intanto, sul caso, è sceso in trincea anche il Codacons che presenterà un esposto alla Corte dei conti. «L’ intera pratica avviata dall’ Inps per ottenere il misero centesimo costa enormemente di più rispetto alla somma da incassare: chiederemo di indagare». (simone mascia)

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