1 Giugno 2012

Per terremoti e alluvionilo stato non pagherà più: unica via, la polizza

Per terremoti e alluvionilo stato non pagherà più: unica via, la polizza

Se fosse già in vigore sarebbe un bel salasso per le compagnie di assicurazione. I danni provocati dal sisma dell’ Emilia Romagna dovrebbero risarcirli loro ai cittadini. Lo Stato infatti non si farà più carico delle spese per alluvioni e terremoti, affidando la compensazione a polizze private. La decisione è contenuta all’ art. 2 del decreto legge 59/2012 di riforma della Protezione civile (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 16 maggio scorso). Che recita: “Possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati”. La nuova normativa, che passa ora all’ esame del Parlamento, non entrerà comunque in vigore immediatamente. Entro il 15 agosto, di concerto con i ministeri dell’ Economia e dello Sviluppo economico, Palazzo Chigi dovrà emanare un regolamento che specifichi nel dettaglio modalità e termini del provvedimento, ancora fumoso. Polemiche e interrogativi invece sono già piovuti: chi vive in zone soggette a terremoto dovrà pagare di più? Le assicurazioni saranno disposte a stipulare in aree a rischio? Quanto influirà, in periodo di crisi, sul bilancio familiare la nuova polizza? Il nostro infatti è un territorio ad alto rischio, in cui oltre il 45 per cento dei Comuni è posizionato in zone soggette a disastri naturali e in cui c’ è ancora troppa poca prevenzione e troppo abusivismo.Il timore più grosso è che da volontarie le polizze diventino obbligatorie, trasformandosi di fatto in una nuova tassa. Il governo dovrà puntare sull’ incentivazione all’ acquisto con detrazioni fiscali sui premi o riduzione dell’ Irpef, a patto che “sia rispettata l’ invarianza di gettito”. “Il mercato imporrà giocoforza prezzi proporzionali al rischio spiega Roberto Manzato, direttore Ania per il settore vita e danni non auto. “Se lo Stato volesse creare un sistema capillare di coperture per le abitazioni private, dovrebbe assumere il ruolo necessario di riassicuratore di ultima istanza. In questo modo potrebbe anche indurre un meccanismo di mutualità dei premi calmierando i costi per le aree a maggior rischio”. I costi per il cittadino sono stimati intorno ai cento euro annui per centomila euro di valore dell’ immobile, ma secondo il Codacons, che è già sceso in campo contro il provvedimento, per molti arriverebbero fino a 200 euro. Un bel risparmio invece per lo Stato, se si calcola che nell’ ultimo periodo sono stati spesi 3,5 miliardi l’ anno per alluvioni e terremoti, sempre stanziati in bilancio ex post. Trentacinque miliardi, secondo una stima Ocse, solo negli ultimi dieci anni. Eppure, quella che da noi sembra una trovata per “spremere” ulteriormente i cittadini, all’ estero è una realtà già da molto tempo. In Francia vige il principio dell’ obbligatorietà: privati e imprese devono stipulare una polizza antincendio sugli immobili con una clausola contro le calamità naturali e lo Stato, per consentire alle compagnie di garantire rischi di difficile copertura, interviene con una società di riassicurazione pubblica – la Caisse Centrale de Réassurance – che offre alle compagnie la possibilità di riassicurarsi a un tasso fisso di cessione. Anche in Spagna la polizza è obbligatoria, mentre in Gran Bretagna e Germania, nonostante la sottoscrizione sia volontaria, gran parte delle polizze incendio copre anche il terremoto; negli Usa la copertura è presente dal 1994, l’ anno in cui si è verificato il terremoto di Northridge, vicino a Los Angeles: 57 morti, diecimila feriti e danni ingenti alle abitazioni e alle infrastrutture di tutta la contea. (livia ermini)

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