5 Luglio 2007

Per spingere il mercato dei prodotti locali serve maggiore attenzione per l`indicazione dell`origine

Ma per spingere il mercato dei prodotti locali, che ora ad esempio pullula di meloni e cocomeri, ma anche cetrioli, zucchine e pomodori, serve una maggiore attenzione dei venditori per l`indicazione dell`origine. “Un aspetto ancora trascurato dai venditori dei mercati settimanali – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – al quale invece i consumatori iniziano a fare attenzione e la cui assenza li penalizza nelle scelte dei prodotti locali che garantiscono freschezza e qualità“. Un aspetto che trova in perfetta sintonia gli agricoltori. “La biodiversità e la stagionalità – spiega Benedetti – sono indispensabili nella dieta delle famiglie e vanno tutelate“. La campagna “mangia più sicuro“ ha intanto promosso i prodotti che arrivano sulle tavole degli umbri, con i 21 chilogrammi di frutta e verdura raccolti il 5 giugno scorso al mercato del Bove di Perugia e presso l`azienda agricola “Il Poggiolo“ di Monte Castello Vibio, risultati “puliti“ e sicuri dal punto di vista alimentare. “Quella umbra si dimostra un`agricoltura di qualità – rileva Marco Rosso di Agrofarma, l`Associazione delle imprese produttrici di agrofarmaci – con gli operatori che impiegano gli agrofarmaci solo quando vanno usati e nelle quantità giuste“. Nei campioni di zucchine, fagiolini, susine, albicocche e pere raccolti dai volontari di Coldiretti e Codacons, sono state ricercate 230 sostanze attive, per rilevare la presenza di residui di agrofarmaci. Dalle analisi, affidate al laboratorio “Bucciarelli“ di Ascoli Piceno, risulta che la totalità % dei prodotti osservati presenta parametri che rientrano nei limiti fissati dalla legge. Sull`86% del campione, anzi, non sono state riscontrate tracce di residui, mentre sul 14% sono stati rilevate sostanze chimiche in quantità 15 volte inferiore al valore massimo consentito. “Il dato positivo – spiega la Falcinelli – è che tra i campioni raccolti ce n`erano alcuni che i venditori hanno acquistato dai grossisti, come susine e pere, e sono risultati sicuri. Il campione era rappresentativo anche della merce non proveniente dalla regione“. Intanto, per rilanciare il consumo dei prodotti locali, dopo il primo punto vendita diretta di Balanzano di Perugia (“a poco più di un mese dal via il bilancio può dirsi già positivo“, spiega Benedetti) Coldiretti punta a stimolarne l`apertura di nuovi in tutta la regione. “Un sistema per abbattere costi aggiuntivi e rincari che dipendono solo dalla filiera“, spiega Stefano Pignani, responsabile organizzativo Coldiretti Umbria. “Per le primizie, ad esempio, in Umbria non ci sono le condizioni per coltivarle ed arrivano da fuori regione: più arrivano da lontano, più costano per oneri di trasporto e mediazione che si accumulano“. A livello di produzioni nazionali anche il caldo di questi giorni non sembra condizionare i raccolti. “L`ultima è stata una settimana caratterizzata ancora da elevate temperature – fanno notare dall`Ismea – che hanno influito sulle produzioni, determinando un`accelerazione dei processi di maturazione con conseguente aumento delle disponibilità“. Ne è conseguito un andamento discendente delle quotazioni all`origine. “L`annata che sembrava difficile a causa della siccità – aggiunge Pignani – si sta rivelando normale. Questo significa che variazioni sui prezzi al dettaglio non sono giustificati, salvo casi sporadici che, però, non possono incidere sui prezzi in generale“. Ma dubbi e perplessità restano anche sui listini dei prodotti di stagione anche nei mercati settimanali. “Il mercato rionale è anche un luogo di incontro – osserva la Falcinelli – dove si instaura un rapporto di fiducia col venditore. Ma in tanti lamentano prezzi troppo alti anche se i prodotti sono venduti dagli stessi produttori locali“. Alcuni esempi (dati forniti dal Codacons): pomodori, 1,40-1,50 euro al chilogrammo; fagiolini, 3 euro; carote, 1,20-1,30 euro; pesche, 1,50 euro; pere, 2,50-3 euro; zucchine, 1,20-1,50 euro. “Ci sono dei prezzi al dettaglio, tipo quello delle carote, che consideriamo del tutto ingiustificati“.

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