13 Agosto 2010

Per quanto l’ economia continui a girare a basso regime, i prezzi in Italia si rimettono a correre

Per quanto l’ economia continui a girare a basso regime, i prezzi in Italia si rimettono a correre, e il cattivo esempio viene dai trasporti e dall’ energia: la mazzata più forte è sui pedaggi autostradali, riguardo ai quali l’ Istat segnala un +3,7% fra giugno e luglio e un +6,5% fra luglio 2009 e luglio 2010. La colpa è in gran parte dei rincari ai caselli scattati strategicamente il 1° luglio, cioè proprio in avvio della stagione delle vacanze quando si usano di più le auto, e anche dell’ introduzione dei pedaggi a favore dell’ Anas in corrispondenza di alcuni raccordi (aumenti poi bocciati dalla giustizia amministrativa, ma intanto c’ è chi li ha pagati). Da notare che i rincari nei trasporti tendono poi a riverberarsi su tutta l’ economia, perché i beni devono essere fisicamente spostati dai luoghi di produzione a quelli di consumo e ogni aumento di prezzo viene scaricato sui consumatori finali. Guardando al complesso dei beni e dei servizi l’ indice congiunturale (cioè mensile) dell’ inflazione si è mosso in avanti dello 0,4% mentre nel confronto fra luglio 2009 e luglio 2010 (inflazione tendenziale) il balzo è un +1,7% cioè il più alto dal dicembre 2008. A giugno c’ era stato un più modesto 1,3%. Nel mese di luglio rispetto a giungo c’ è stato uno strappo del +1,1% nel capitolo trasporti e del +0,8% per abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Anche per quanto riguarda l’ indice annuale il contributo maggiore al rialzo viene dai trasporti (+4,6%) che includono i pedaggi autostradali. Invece su base mensile l’ Istituto di statistica ha rilevato a luglio una lieve diminuzione dei prezzi degli alimentari e delle bevande analcoliche e di quelli delle comunicazioni (-0,1% per tutti quanti). Per chi ama i dettagli tecnici l’ Istat informa che l’ indice armonizzato Ipca è sceso dello 0,9% congiunturale e salito dell’ 1,8% tendenziale, l’ inflazione acquisita per il 2010 è pari a +1,4% e quella di fondo all’ 1,5% (dall’ 1,4% di giugno). L’ impennata dell’ inflazione a luglio peserà sulle famiglie italiane con una «stangata» da 510 euro. Lo dicono le associazioni dei consumatori. Il balzo dei prezzi, avvertono Adusbef e Federconsumatori, «in un momento come questo è estremamente grave per l’ economia e per il benessere delle famiglie e provocherà un’ ulteriore caduta della capacità d’ acquisto». Le due associazioni chiedono misure di emergenza, fino al blocco dei prezzi e delle tariffe. Quasi identico il calcolo fatto dal Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi dice che «la stangata, tra costi diretti e indiretti, sarà pari a 500 euro per famiglia». L’ Adiconsum proietta lo sguardo sul futuro e si preoccupa per le tariffe di alcuni servizi pubblici, come treni e autobus: «E’ su questi infatti – dice l’ associazione – che si faranno sentire nei prossimi mesi i tagli decisi dal governo nei confronti delle regioni e degli enti locali e che verranno in parte trasferiti sui consumatori con un aumento del costo dei servizi». Per la Federcasalinghe la presidente Federica Rossi Gasparrini sottolinea in particolare che «la stretta delle bollette risulta essere ormai una preoccupazione economica grave per almeno il 17% delle famiglie italiane e un costo non indifferente per un ulteriore 21%».
 

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