22 Febbraio 2013

Per Pulvirenti a breve novità sulla Wind Jet

Per Pulvirenti a breve novità sulla Wind Jet

 

Torna di attualità la questione della Wind Jet. A margine di una conferenza stampa del Catania Calcio, il presidente della società sportiva e patron anche compagnia aerea è tornato a fare qualche breve dichiarazione sulla compagnia aerea che ha cessato i voli lo scorso agosto. Pulvirenti ha parlato di «novità che potrebbero anche giungere presto». Certo, della newco attesa per la fine del 2012 non vi è ancora traccia e i sindacati, Cgil in testa, ha chiesto a gran voce lumi sul futuro degli oltre 430 dipendenti, ma già che Pulvirenti si sia pubblicamente sbilanciato potrebbe essere un buon segnale. Wind Jet a parte, è l’ intero settore aeroportuale etneo e siciliano a essere sotto i riflettori. Con il Codacons, l’ associazione di tutela dei consumatori, che ha attaccato Alitalia a testa bassa. «Il rinvio a giudizio degli ex amministratori delegati dell’ Alitalia, Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, deciso dal Tribunale di Roma, rappresenta una buona notizia e un passo importante per i risparmiatori siciliani danneggiati dal crac Alitalia», si legge in un comunicato ufficiale del Codacons, che ha rivolto anche un preciso appello ai cittadini. «Grazie a questo processo», ha spiegato l’ associazione, «tutti i possessori di titoli azionari del gruppo Alitalia possono chiedere il risarcimento dei danni morali e patrimoniali subiti, la cui quantificazione emergerà in seguito, ma che dovrebbe essere parametrata sul valore delle azioni perdute». Insomma, il rinvio a giudizio potrebbe consentire ai risparmiatori siciliani di aderire all’ azione del Codacons per costituirsi parte civile e partecipare al processo che sarà celebrato. Gli interessati possono poi chiedere il risarcimento dei danni subiti attraverso il Codacons, esperto nelle «simil class action» che la legislazione italiana consente. Intanto si torna a parlare del declassamento dell’ aeroporto di Catania, con il commissario della Provincia etnea, Antonella Liotta, che ha preso netta posizione in merito. «Con oltre 6 milioni di traffico passeggeri registrati nel 2012, lo scalo aereo di Catania-Fontanarossa rischia di subire un declassamento a causa di discutibili direttive europee», si legge in una nota di via Nuovaluce, «un’ ipotesi che farebbe scivolare al sedicesimo posto per importanza l’ aerostazione di Catania a fronte della sesta posizione attualmente occupata». E così la Liotta, rappresentante di un ente che detiene il 12,5% delle quote di capitale della società di gestione dell’ aeroporto, ha chiesto proprio ai vertici della Sac la convocazione urgente di un’ assemblea «per esaminare l’ attuale situazione e per avviare eventuali iniziative costruttive di contrasto circa la decisione del nuovo Piano nazionale per gli aeroporti». Il commissario ha espresso «forte disappunto circa l’ atto d’ indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale indicato dal governo che declassa e penalizza lo scalo di Catania. Sarebbe tragico per il rilancio dell’ economia etnea l’ esclusione dal “Core network” che permetterebbe, invece, interventi prioritari d’ investimenti». Apprezzamento per la presa di posizione della Liotta è venuto dai sindacati, certi, hanno commentato il segretario confederale della Cgil etnea, Giacomo Rota, e quello della Filt Cgil, Carmelo De Caudo, «che nel Consiglio provinciale straordinario del prossimo 6 marzo saremo invitati a intervenire insieme a tutte le parti sociali, sindacali e datoriali».

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