19 Settembre 2021

«Per porre un freno agli aumenti serve un intervento dello Stato»

Andrea  TAFURO  «È  necessario  un  intervento  dello  Stato  per  porre  un  freno  ad  aumenti  che  altrimenti  finirebbero  per  danneggiare  maggiormente  consumatori  famiglie».  Ad  analizzare  il  quadro  sui  paventati  rincari  tariffari  delle  bollette  di  luce  gas,a  cui  si  aggiungono  anche  gli  aumenti  degli  ultimi  mesi  sui  costi  delle  materie  prime,  è  l’avvocato  Cristian  Marchello,  responsabile  del  Codacons  Lecce  (Coordinamento  delle  associazioni  per  la  difesa  dell’ambiente  dei  diritti  degli  utenti  dei  consumatori).  Marchello,  da  ottobre  si  rischia  l’aumento  del  40%  delle  tariffe  su  luce  gas.  Cosa  comporterà  questa  decisione?  «Gli  aumenti  record  delle  tariffe  luce  gas  avranno  effetti  non  solo  sulla  spesa  energetica  delle  famiglie,  ma  catena  interesseranno  le  imprese,  con  risvolti  negativi  sull’intera  economia  nazionale.  La  situazione  richiede  quindi  un  tempestivo  intervento  del  Governo  centrale,  per  scongiurare,  attraverso  lo  stanziamento  dei  miliardi  promessi,  l’aumento  dei  costi  per  consumatori  finali.  Nel  caso  specifico  delle  bollette  il  problema  si  pone  soprattutto  con  gli  oneri  di  sistema,  quindi  sarebbe  opportuno  anche  valutare  la  proposta  del  presidente  di  Arera,  Stefano  Besseghini,  che  indicava  di  spostare  alcuni  costi  inseriti  negli  oneri  di  sistema  sulla  fiscalità  generale  in  modo  da  diluire  la  spesa.  In  assenza  di  soluzioni  dobbiamo  attenderci  un  autunno  caldo,  con  le  famiglie  chiamate  fare  da  bancomat  ogni  volta  che  servono  soldi».  Un  rincaro  che  ritiene  dovuto  anche  alla  “spinta  green”  della  transizione  energetica?  «Assolutamente  sì,  è  una  componente  che  incide.  Gli  aumenti  sono  causati  in  parte  dall’inserimento  dei  costi  riversati  sulla  bolletta  per  gli  incentivi  al  passaggio  alla  green  economy.  Tuttavia  conosciamo  benissimo  l’importanza  della  transizione  energetica  della  necessità  di  compierla  in  fretta  per  la  tutela  dell’ambiente,  ma  è  altrettanto  importante  evidenziare  che  questi  costi  non  devono  essere  imputati  solo  sulle  famiglie.  Sono  le  istituzioni  dover  farsene  carico».  Rincari  che  da  diversi  mesi  hanno  colpito  anche  le  materie  prime,  soprattutto  quelle  utilizzate  nell’edilizia corrono?  «Per  le  imprese  la  situazione  è  complessa  quanto  per  le  famiglie.  Il  problema  dell’approvvigionamento  delle  materie  prime  è  reale,  con  il  rischio  di  non  poterle  acquistare  ad  un  prezzo  congruo  con  il  conseguente  aggravio  dei  costi  al  dettaglio  di  una  moltitudine  di  prodotti  e  sulle  tariffe  dei  servizi.  Circostanza  che  può  rallentare  tante  attività  che  in  questi  mesi  hanno  rialzato  la  testa  anche  grazie  all’utilizzo  dei  bonus  statali.  Seppur  faticosamente  l’economia  italiana  è  ripartita,  ma  l’aumento  rischierebbe  solo  di  bloccare  la  ripresa  vanificando  tutti  gli  sforzi  fatti  sino  ad  oggi.  È  evidente  infatti  che  tutti  i  rincari  nei  diversi  settori,  impoveriranno  i  consumatori  già  stremati  dalla  pandemia  e  avranno  effetti  depressivi  sui  consumi  delle  famiglie,  con  immenso  danno  per  l’economia  nazionale  e  un  rallentamento  della  ripresa  del  paese  dopo  la  crisi  causata  dal  Covid».  Cosa  può  fare  il  consumatore  per  proteggersi?  «Ben  poco  purtroppo.  Nelle  scorse  settimane  abbiamo  proposto  lo  sciopero  dei  consumi,  ma  siamo  consapevoli  che  è  solo  una  provocazione.  Se  veramente  si  vuole  evitare  quell’effetto  domino  su  consumatori  e  imprese,  con  tutte  le  ripercussioni  che  possono  esserci  sul  mercato  del  lavoro,  è  necessario  l’intervento  dello  Stato.  Soltanto  il  governo  centrale  con  una  presa  di  posizione  chiara  e  responsabile  può  limitare  gli  aumenti  a  tutela  dei  cittadini».  © RIPRODUZIONE  RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox