«Per porre un freno agli aumenti serve un intervento dello Stato»
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- Quotidiano di Puglia
Andrea TAFURO «È necessario un intervento dello Stato per porre un freno ad aumenti che altrimenti finirebbero per danneggiare maggiormente consumatori e famiglie». Ad analizzare il quadro sui paventati rincari tariffari delle bollette di luce e gas,a cui si aggiungono anche gli aumenti degli ultimi mesi sui costi delle materie prime, è l’avvocato Cristian Marchello, responsabile del Codacons Lecce (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori). Marchello, da ottobre si rischia l’aumento del 40% delle tariffe su luce e gas. Cosa comporterà questa decisione? «Gli aumenti record delle tariffe luce e gas avranno effetti non solo sulla spesa energetica delle famiglie, ma a catena interesseranno le imprese, con risvolti negativi sull’intera economia nazionale. La situazione richiede quindi un tempestivo intervento del Governo centrale, per scongiurare, attraverso lo stanziamento dei 3 miliardi promessi, l’aumento dei costi per i consumatori finali. Nel caso specifico delle bollette il problema si pone soprattutto con gli oneri di sistema, quindi sarebbe opportuno anche valutare la proposta del presidente di Arera, Stefano Besseghini, che indicava di spostare alcuni costi inseriti negli oneri di sistema sulla fiscalità generale in modo da diluire la spesa. In assenza di soluzioni dobbiamo attenderci un autunno caldo, con le famiglie chiamate a fare da bancomat ogni volta che servono soldi». Un rincaro che ritiene dovuto anche alla “spinta green” della transizione energetica? «Assolutamente sì, è una componente che incide. Gli aumenti sono causati in parte dall’inserimento dei costi riversati sulla bolletta per gli incentivi al passaggio alla green economy. Tuttavia conosciamo benissimo l’importanza della transizione energetica e della necessità di compierla in fretta per la tutela dell’ambiente, ma è altrettanto importante evidenziare che questi costi non devono essere imputati solo sulle famiglie. Sono le istituzioni a dover farsene carico». Rincari che da diversi mesi hanno colpito anche le materie prime, soprattutto quelle utilizzate nell’edilizia corrono? «Per le imprese la situazione è complessa quanto per le famiglie. Il problema dell’approvvigionamento delle materie prime è reale, con il rischio di non poterle acquistare ad un prezzo congruo con il conseguente aggravio dei costi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e sulle tariffe dei servizi. Circostanza che può rallentare tante attività che in questi mesi hanno rialzato la testa anche grazie all’utilizzo dei bonus statali. Seppur faticosamente l’economia italiana è ripartita, ma l’aumento rischierebbe solo di bloccare la ripresa vanificando tutti gli sforzi fatti sino ad oggi. È evidente infatti che tutti i rincari nei diversi settori, impoveriranno i consumatori già stremati dalla pandemia e avranno effetti depressivi sui consumi delle famiglie, con immenso danno per l’economia nazionale e un rallentamento della ripresa del paese dopo la crisi causata dal Covid». Cosa può fare il consumatore per proteggersi? «Ben poco purtroppo. Nelle scorse settimane abbiamo proposto lo sciopero dei consumi, ma siamo consapevoli che è solo una provocazione. Se veramente si vuole evitare quell’effetto domino su consumatori e imprese, con tutte le ripercussioni che possono esserci sul mercato del lavoro, è necessario l’intervento dello Stato. Soltanto il governo centrale con una presa di posizione chiara e responsabile può limitare gli aumenti a tutela dei cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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